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Visitare Los Angeles

Se si passa per la California è ovvio che Los Angeles sia una meta imprescindibile per ogni viaggiatore.
Come in tanti di voi avranno sentito dire, la città va vista semplicemente per il gusto di dire che ci si è stati, più che un merito speciale.

A Los Angeles ero già stata altre volte in gita studio quando avevo 16 anni, ma devo dire che non me la ricordavo molto bene e che sicuramente in questa terza occasione ho potuto rinfrescarmi meglio la memoria.

Ovviamente riuscire a trovare un motel a 30 euro a notte in una città americana da 20 milioni di abitanti ,come Los Angeles, vuol dire scendere molto di qualità, e tralasciando la pulizia, ne risente ovviamente anche la sicurezza del quartire in cui si capita. Avendo la macchina ci siamo permessi di scegliere un quartiere relativamente periferico, che è il capolinea di una delle linee metropolitane, in ogni caso a circa 10 fermate dalla Downtown di Los Angeles.

L’arrivo in macchina è stato quasi paragonabile a quello di Yojiakarta: quartiere malfamato e semi degradato messicano, gente che rovista nei cassonetti, barboni che trascinano i propri averi nel carrello della spesa, ubriachi, tre elicotteri della polizia che continuano a girare, pattuglie a sirene sparate e nessun posto in cui mangire se non un orrendo Tacos. Ma la cosa più ‘divertente’ di questo orrendo Tacos era che alle 8 p.m. c’era il poliziotto con tanto di arma. Inutile dire che anche il nostro meraviglioso ostello a Los Angeles non era certo dei più raccomandabili.

Cosa vedere a Los Angeles in due giorni

Anche qui abbiamo avuto solo due giorni per visitare Los Angeles e devo dire che non sono riuscita a mostrare ai miei compagni di viaggio alcuni luoghi secondo me meritevoli, che avevo visto durante le mie precedenti visite come gli Universal Studio, il meraviglioso Getty Museum, Melrose Place, Malibu e una su tutte Venice Beach, e per questo chiedo venia.

La prima e unica mattina ci siamo alzati di buona lena e ci siamo diretti alla malfamata Downtown di Los Angeles, quella in cui accanto ai tristi grattacieli in cui si gira Beautiful spuntano tantissimi Cambio Oro…non diciamo altro. Dopodiche, da buoni turisti, ci siamo ovviamente diretti a Holliwood, già pronta psicologicamente a non vedere nulla dello sfarzo che propongono in TV.

Come risaputo la Walk of Fame di Los Angeles non è altro che un’anonima strada di una qualsiasi metropoli con disegnate delle stelle o con delle impronte di mani. Una volta lì abbiamo anche deciso di fare un giro per Beverly Hills, che sapevo essere una truffa, ma che non avevo mai fatto. Devo dire che me lo aspettavo peggio e comunque ha fornito uno scorcio completamente diverso rispetto a quello del nostro quartiere messicano!

Sul tardo pomeriggio abbiamo ovviamente fatto tappa al molo di Santa Monica, appuntamento imperdibile per chi visita Los Angeles. Come mi ricordavo non è nulla di che, e trovo ingiustificabile la sua fama. Una spiaggia enorme, super affollata che si spegne in un oceano freddo e increspato…sicuramente nulla se paragonato alle coste della Nuova Zelanda. Come ho sempre sostenuto la maggior parte degli americani non fa parte della fetta di gente intelligente del mondo…a parte il freddo che faceva una volta andato via il sole, ma c’era una coda di tipo un ora per andare alla fontanella per lavarsi i piedi. E poi ad un certo punto, quando già eravamo seduti in una terrazza chiusa a mangiare, dove comunque non faceva caldo, abbiamo visto una fiumana di gente dirigersi intorno alla torretta di un guardaspiaggia. Pensavamo preoccupati che fosse perchè qualcuno si era sentito male e invece…stavano tutti cercando i pockemon…devo aggiungere altro?

Gli spostamenti a Los Angeles, sopratutto di sera non sono i più agevoli, perchè dopo le 11 i treni diminuiscono drasticamente e si perde un sacco di tempo con i cambi vari.

L’indomani mattina già dovevamo lasciare la città in direzione San Francisco e per saltare il traffico che dilaga in città siamo partiti molto presto. Una volta fuori dal marasma, quando già l’autostrada corre accanto al mare e a Malibù, abbiamo fatto una sosta nella graziosa città di Santa Barbara dove avevamo intenzione di prendere un paio d’ore di sole. Inutile dire che come sempre c’era troppo vento e che non siamo riusicite a togliere la felpa, mente i maschietti hanno tentato un bagno ghiacciato di un minuto nell’oceano.

Abbiamo mangiato solo molto un pesantissimo Fish&Chips e poi ci siamo definitivamente messi in marcia per San Francisco.