Tempio di Sanur

Ubud e il tempio di Sanur

A Lovina abbiamo prenotato, per il giorno seguente, una tour organizzato per l’isola di Bali, con un guida locale che ci avrebbe portato in jeep fino ad Ubud, passando per il Tempio di Sanur.

Questa è stata una splendida giornata, sia paesaggisticamente che culturalmente.
Un plauso particolare va alla nostra meravigliosa guida induista locale ‘Gd’…almeno così si pronuncia, che ci ha parlato di un sacco di cose super interessanti.

Prima di tutto ci ha spiegato che, a Bali, per la religione induista tutto è sacro e tutto ha un Dio, ecco il perché dei piccoli doni lasciati sulla strada.
E poi ci ha fatto vedere un sacco di posti belli:

  • Bali
    Verso Ubud

-i laghi gemelli (poi chiederò a S con più precisione, visto che si è segnata tutto)
-ci ha portato in un negozietto locale a fare le foto con degli animali strani…tra cui un pipistello :)
-ci ha portate al Tempio di Sanur che la guida indicava come ‘da non perdere’.
Ora…bello è bello, e se non ne avete mai visto uno è meglio approfittare e dare un’occhiata! Personalmente non mi ha fatto impazzire, però va visto sicuramente.
Mi è piaciuta molto di più, ancora una volta, l’atmosfera nebbiosa e uggiosa delle montagne indonesiane di Bali…tutti questi paesini spersi, molto molto caratteristici, con un sacco di bambini che camminavano km con i loro grembiulini per andare a scuola, con coltivazioni che non vedono mai il sole, con il funerale-processione che abbiamo incrociato sul bordo della strada! Si perché Gd ci ha spiegato che quando muore qualcuno il rito è quello di bruciare il corpo e spargerlo nei loro boschi, prima di sotterrarlo simbolicamente (preciso che sto andando a memoria e invito chiunque a correggermi)
E poi meaviglia delle meraviglie il posto dove ci siamo fermati a mangiare: una terrazza aperta che al posto di dare sul mare, come siamo abituati noi, dava su una montagna di piantagioni da zucchero!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Non me la dimenticherò mai.

Nel pomeriggio purtroppo il nostro viaggio è giunto al termine e siamo arrivati a Ubud, anche qui le stanze erano belle, anche se nulla di comparabile allo sfarzo dei giorni precedenti! Argasoka Bungalows

Anche Ubud è un paesino molto carino sull’isola di Bali.

Siamo rimaste ad Ubud per una sola sera e abbiamo solo gironzolato intorno all’albergo…è una meta turistica.
Per la prima volta, a Ubud, ci trovavamo circondate da gente bianca e non più solo da Indonesiani: da quel momento nessuno ci avrebbe più chiesto di fare foto.
Non ho molto da raccontare su Ubud se non il mio primo e solitario incontro con delle scimmiette, nel tempio delle scimmie…o un nome simile! (le mie compagne avevano preferito andare a fare shopping)

Mi sono diretta da sola al tempio delle scimmie di Ubud…e ho preso anche un casco di mini-banane per attirarne qualcuna e magari accarezzarla.
Dicevano di stare attenti ma…incautamente mi sono avvicinata a una di loro e le ho dato un pezzettino di banana, che la dolce scimmietta ha timidamente preso con le sue manine. Dopodichè mi sono allontanata dirigendomi felice verso la scimmietta successiva, quando mi sono accorta che la prima scimmietta arrampicandosi su di me, era risalita fino al braccio e soffiandomi con cattiveria mi aveva rubato tutto il sacchetto.
Depauperata del mio piccolo grande investimento, sentendomi anche un po’ violata dall’accaduto (come con il tacchino a Brisbane) mi sono diretta solitaria e molto triste a visitare il tempio. Mi è piaciuto moltissimo vedere le dinamiche sociali delle scimmiette…sono proprio come persone! Addirittura c’era un gruppetto che si buttava in una pozza d’acqua dagli alberi!

Questa è la sola cosa davvero degna di raccontare che mi sia successa in questa tappa.

Il giorno dopo ci siamo alzate e da Ubud abbiamo preso l’autobus che ci avrebbe portate a Nusa Lembongan, per godere finalmente di 3 giorni di mare!!!

Ora….voi dovete sapere che P. soffre il mal di mare, ecco perchè abbiamo scelto delle isolette che non fossero troppo lontane: Nusa Lembongan.
Dicevo appunto che con l’autobus ci siamo diretti a prendere il traghetto.
Gli addetti ci hanno lasciato su una spiaggia dove hanno appoggiato anche i nostri bagagli…davanti a noi solo un catamarano scrausissimo… ma del nostro traghetto nemmeno l’ombra!
Ad un certo punto ho detto ridendo a P. ‘Guarda che secondo me il traghetto è quel minicatamarano che c’è li’. P. ‘ahah…bella questa’
Nel mentre, una tipa italiana sconosciuta, che ci passava di fianco ci guarda corrucciata e dice: ‘Sisi…è questo il traghetto.’
Vorrei cari amici potervi descrivere la faccia di P. in quell’istante, ma non mi sento all’altezza di farlo. Pareva un misto fra King kong e Biancaneve quando vede la strega !! :)
Quando è arrivato il momento dell’imbarco (tanto temuto e allo stesso tempo desiderato), ci siamo tolte tutti le scarpe e via nell’acqua verso la nostra barca.
Faccio notare che S. mentre stava salendo è stata letteralmente investita da un’onda che l’ha bagna completamente.
Ma la cosa più scioccante è che su questo caspita di catamarano, insieme a credo almeno 40 persone, sono stati caricati una serie indefinita di cesti contenenti frutta, verdura, carne, uova, acqua e SOTTOLINEO A MANO: 2 motorini!!!!!!!!!!!

Con P. superpreoccupata di stare male, e noi di conseguenza si è poi partiti!