Jokulsarlon

Skogarfoss e Jokulsarlon

Da Hella siamo partiti,lungo la 1, con la consapevolezza di avere di fronte una giornata piena di tappe importanti: Selijalandfoss, Skogarfoss, Vik e Jokulsarlon, per un totale di 320 chilometri.

Dopo nemmeno 30 minuti di macchina siamo arrivati a Selijalandfoss: avevo già visto delle cascate molto belle nei pachi australiani, ma quelle Islandesi hanno davvero un fascino speciale! ‘La cascata liquida’ in particolare, avrà un posto speciale nel mio cuore perché il sentiero da la possibilità di passarci dietro! Ho fatto una foto proprio li sotto, ma come in tutte le migliori storie, era controluce e quindi chiaramente non mi si vede!

  • Seljalandfoss
    Seljalandfoss

A pochi chilometri di distanza, anch’essa visibile dalla Highvergur, troneggiava la cascata di Skogarfoss: la cascata del bosco. E’ una delle più fotografate cascate islandesi e la tradizione vuole che un ero vichingo abbia nascosto dietro la cascata uno scrigno d’oro, che tutt’ora si vedrebbe luccicare dietro l’acqua. Abbiamo deciso di scalare i 60 metri di salto per fare una bella foto dalla vetta, e giunti a metà della scalinata ho sentito una voce urlare: ‘no guarda, da Cornaredo a Busto c’era un traffico allucinante’…un po’ sbigottita nel sentir nominare Busto Arsizio mi giro di scatto e vedo S., la mia farmacista in giro con un gruppo di amici!!! Ovviamente, in cima, abbiamo fatto la foto insieme!

A circa 2 ore di macchina abbiamo incontrato la graziosissima cittadina di Vik, con i suoi faraglioni, e la penisola di Dyrholaey famosa per le Pulcinelle di Mare e per la stupefacente spiaggia nera di origine vulcanica: Reynishverfi! Da 10 e lode davvero!

E poi dopo un altro paio d’ore siamo arrivati in uno dei luoghi più belli che io abbia mai visto…più del Milford Sound e della Grande Muraglia o di Emu ParkJokulsarlon nel parco nazionale di Skaftafell.
Jokulsarlon è un lago di origine glaciale caratterizzato dalla presenza di numerosi iceberg che non riescono ad arrivare al mare per via dell’alta marea. Jokulsarlon è davvero uno spettacolo indescrivibilmente bello!

E alla fine, sul fare della sera, e dopo chilometri e chilometri di nulla ecco comparire, con vista sull’oceano il nostro Country Hotel Smyrlabjorg: un hotel graziosissimo in mezzo a colline verdi a credo 20 metri dall’oceano, e intorno…il nulla!
Unica nota negativa: il cameriere dell’hotel in maglietta che metteva in mostra tutti i suoi terrificanti tatuaggi!

Il quarto giorno abbiamo percorso 200 km da Hofn a Egilsstadir, facendo una sosta caffè nell’incantevole paese di  Seyðisfjörður.

Ci siamo svegliati con calma e abbiamo sfruttato la giornata di sole per percorrere tutta la strada 1 che corre lungo tutti i fiordi orientali e complice il sole, devo dire che il paesaggio era davvero magnifico!

Devo dire che alcuni panorami mi hanno ricordato la costa meridionale dell’Australia con i suoi 12 apostoli.
Abbiamo fatto una veloce sosta a Hofn: una carinissima città sulla costa dove abbiamo preso un caffè in un bar che altro non era che la cucina di una simpaticissima nonnina.
E poi via sotto il sole, lungo la costa, in un paesaggio che ricordava più la California che lIslanda.

  • Hofn
    Hofn

Siamo solo passati per Egilsstadir e come mi avevano detto è una città piuttosto grande per gli standard Islandesi, senza però avere nulla di speciale da vederci.

Poi, prendendo la strada panoramica 93 da Egilsstadir siamo arrivati a Seyðisfjörður.
Seyðisfjörður è un grazioso paesino situato sull’ Eastfjords che la guida consigliava da vedere, e devo dire che al di la della giornata grigia mi è piaciuto molto. E’ un porto a cui arrivano le navi dal continente e il paesino è cresciuto proprio per questo.
Seyðisfjörður è il villaggio più più pittoresco dei fiordi orientali, dove la sua particolarità è data proprio dalle sue case di legno multicolori e dai monti innevati che la racchiudono.

Dopo una visita di un paio d’ore siamo tornati verso Egilsstadir, per dirigerci sulle sponde del Lago Lagarfljot, dove avevamo l’albergo: Hotel Hallormsstadur.
L’hotel è molto bello e abbiamo mangiato molto bene. Sul fare della sera siamo andati a fare un giro sulle sponde del lago: leggenda vuole che ci sia un mostro tipo Nessie!