Palazzo Estate

Pechino da non perdere

Dopo aver dormito come un sasso nella mia cuccetta, eccoci arrivare alle 7 del mattino a Pechino.

Grazie al cielo, il gentilissimo ragazzo dell’ostello ci è venuto a prendere alla stazione di Pechino e ci ha scortati fino alla nostra stanza: nelle città più attrezzate, in Cina, per i turisti lo fanno tutti perché sanno che farsi comprendere alle vole può essere molto complesso.

Abbiamo dormito in un ostello  molto molto carino: Dragon King HostelDistrutti dal tour de force che stavamo facendo abbiamo chiesto alla guida quale poteva essere la cosa più veloce da vedere a Pechino perché ci sentivamo abbastanza esanimi ed erano solo le 8 del mattino. Il ragazzo dell’ostello ci ha pensato un attimo, e illuminandosi ha detto trionfante ‘la Città proibita‘. Siamo così andati verso Piazza Tienanmen dove si affaccia la città proibita: è semplicemente enorme…con la foto Mao Tse-tung che troneggia! La Città Proibita di Pechino è il complesso di palazzi più grande esistente al mondo: eravamo distrutti.

Una volta tornati ho controllato la mia faccia nelle foto di quella giornata…sembrava trasfigurata dalla stanchezza. Siamo entrati nella Città Proibita verso le 11 dal mattino e alle 15 ancora non avevamo finito. E’ un posto immenso e meraviglioso…ammesso che io me lo ricordi davvero.

Durante la visita alla Città Proibita ci siamo accorti che al suo interno ci sono un sacco di palazzi che conducono a cortili nascosti che a loro volta danno su altri palazzi…la parte finale sembra davvero un labirinto! Incredibile che gente così piccola abbia potuto costruire cose così immense! Quel giorno siamo andati a letto alle 15 e ci siamo svegliati alle 8 del mattino seguente.

Il giorno dopo gita alla Grande Muraglia! Questa è una delle opere più grandi che l’uomo abbia mai costruito e una delle più indimenticabili e faticose esperienze della mia vita!

Alle 8 del mattino ci siamo svegliati ed è venuto a prenderci un furgoncino, con altri turisti a bordo che ci ha portato verso la Grande Muraglia. Nella mia ignoranza credevo che fosse attaccata a Pechino, invece no. Abbiamo guidato per 2 ore attraversando il terribile traffico di Pechino per arrivare fuori, fino ai campi e poi alle colline…quasi al confine con la Mongolia.

E poi siamo arrivati alle pendici delle colline, dove se guardi in alto puoi vedere il profilo dei muri e delle torrette della Grande Muraglia, che divide l’impero cinese dalla Mongolia: che emozione…e persa in questa emozione ho fatto un errore che non mi è mai più capitato di rifare: non ho ascoltato la guida, il mio compagno si, ma non mi ha detto volutamente nulla di quello che avevano spiegato.

Durante la prima parte del discorso, che ho ascoltato, la guida ha spiegato che dovevamo risalire noi la colina per salire sulle torrette che costellano la Grande Muraglia in quanto l’ovovia non era ancora aperto, perché la stagione non era ancora quella giusta.
Tralasciamo che ho fatto letteralmente una collina di scalini per arrivare sulla prima torretta perché ho fatto le mie foto tutta contenta aspettando il momento di scendere, soddisfatta di quello che avevo visto. Ad un certo punto la guida dice ‘Bene, adesso la camminata è di 10 km lungo gli SCALINI della Grande Muraglia. Ci vediamo fra 4 ore alla torretta X. La riconoscerete’
Non so descrivere cosa ho provato in quel momento, posso solo dirvi che per la prima e ultima volta nella mia vita ho superato quello che è il LIMITE della stanchezza, e dopo 1h30 di agonia, non ho più sentito nulla.
Ho utilizzato tutte le mie forze per seguire il mio compagno lungo i 10 km in salita di scalini, mentre i mongoli mi inseguivano a loro volta per vendere cartoline, per cercare di afferrare il suo collo e strangolarlo. Sono stata ripagata, da questa grande fatica, solo dal fatto che arrivati finalmente alla torretta X, per scendere al punto del ristorante dove un enorme buffet ci aspettava, abbiamo deciso di prendere una ‘scorciatoia’. C’era un’ imbragatura, legata a un cavo sospeso in aria, senza nessun tipo di norma di sicurezza, che ti faceva volare sospesa sopra le gole del fiume che scorrono fra le colline. L’abbiamo fatto, ed è un ricordo che avrò per sempre. 

Quel giorno siamo andati a letto alle 17! L’indomani mattina è arrivato il turno del Palazzo d’estate. La residenza estiva dell’imperatore, o anche Palazzo d’Estate, è per quanto possibile, più grande della città proibita e bello da mozzare il fiato! E’ semplicemente devastantemente grande…sono tipo 2 colline con all’interno un lago, che comunque a piedi ci si mette almeno 25 minuti a girare. Ancora una volta, come nella città Proibita, mi sono trovata a chiedermi come fosse possibile che gente così piccola facesse cose così grandi! Il Palazzo d’Estate di Pechino, è a tutti gli effetti un parco con un sacco di ponti ad arco e tantissime zone in cui soffermarsi a prendere il sole. Dentro ci sono diversi palazzi e anche una specie di mini-area con dei canali interni…ma davvero bellissima! Qui un po’ mi sono sentita una principessa cinese che si dilettava a passeggiare annoiata per i  suoi palazzi.

Quel giorno, per la prima volta da quando eravamo partiti da Milano siamo riusciti ad andare a letto per le 21!!! Siamo anche riusciti ad andare a mangiare prima di dormire: siamo capitati in un ristorante pessimo dove la gente fumava al tavolo e spegneva i mozziconi per terra!

Il giorno seguente abbiamo visitato il Tempio del Cielo di Pechino che si trova all’interno del Tiantan Park e questo è uno dei ricordi più particolari e tipici della Cina.

Siamo entrati all’interno del parco del Tempio del Cielo dove abbiamo visto, su uno spiazzo circolare, un signore di mezza età con una tuta, circondato da credo circa 60 persone, che urlava e faceva movimenti di ginnastica, mentre loro lo imitavano. La scena è stata molto comica, per la mia piccola mentalità da occidentale, ma anche istruttiva circa le usanze di un popolo così diverso dal mio. Abbiamo continuato nella nostra visita del Parco Tiantan, alla ricerca del Tempio del Cielo, ma mentre attraversavo il portico sono stata catturata da un vecchietto di circa 90 anni sul cornicione in spaccata che per non perdere l’equilibrio si sorreggeva con un bastone…wow!!! Altra stranezza vista al Tempio del Cielo sono stati i vecchietti che giocavano agli scacchi e dei tizi che con tanto di vestiti riproducevano una tipica tragedia cinese! Ipnotizzante…ah ovviamente tutti scatarravano e sputavano per terra ;( E poi finalmente, dopo tanto peregrinare siamo giunti al Tempio del cielo:  era un luogo sacro in cui gli imperatori Ming e Qing officiavano il culto del Cielo tre volte all’anno.

L’ultimo giorno è stato in confronto una passeggiata! Il Parco Beihai è stata l’ultima visita di Pechino e devo anche dire quella che mi ha stupito ed entusiasmato di meno. E’ il tipico giardino cinese. Ho fatto una scalinata che sembrava non finire più, anche se dopo la Grande Muraglia niente mi tocca molto, per arrivare in cima ad un tempio Buddista chiamato Bai Ta, ovviamente costruito sul punto più alto della collina. E qui ho visto una cosa carinissima: un albero con appesi tantissime lastrelle di legno rosse con scritto qualcosa sopra in cinese. Quelle in realtà sono delle preghiere! Il parco è molto rilassante e carino: è il tipico giardino cinese e consiglio di darci un occhiata se si ha tempo!

Forse perchè ero davvero felice, forse perchè ero con la persona giusta, forse perchè era la prima città asiatica che vedevo…ma io Pechino l’ho amata più di ogni altra città!