Uluru

Outback: Alice Springs, Uluru, Las Olgas

Abbiamo preso la Tiger Airways (ottima per i voli low cost interni al continente) e credo in meno di un paio d’ore di viaggio siamo arrivati all’aeroporto di Alice Springs.

Siamo partiti da Melbourne, con destinazione Alice Springs, che c’erano 40 gradi e temevamo moltissimo il caldo che avremmo potuto patire nel deserto…invece, incredibile ma vero, per quanto caldo, si stava meglio che in città!

Eravamo un bel gruppo: io, G, sua mamma e sua sorella, E una mia amica che era venuta a trovarmi, I, una mia vicina di casa incontrata casualmente per Melbourne.

Abbiamo soggiornato per una notte al Alice’s Secret Travellers Inn.

Ma parliamo un po’ di cosa vedere ad Alice Springs: la città in origine era nata come stazione del telegrafo. Alice Springs è sicuramente isolata perché si trova a 1 200 chilometri dall’oceano più vicino e a 1 500 dalle principali città, quindi  molto vicina al centro geografico australiano.

  • Alice Springs

Qui la comunità aborigena è molto forte e il nome originario è Mparntwe.
Il nome attuale deriva dalla moglie, Alice, di Charles Todd, sopraintendente della linea telegrafica che governò la città.
Una delle cose che mi ha colpito di più è stata la scritta ‘Proud of being Australian, Proud to be Aboriginal’.

Oltre ad aver fatto un giro per Alice Springs abbiamo noleggiato la macchina e siamo andati a fare un’escursione lungo le MCDonnel Ranges.
La tradizione aborigena vuole che 3 enormi bruchi, esseri malefici che popolavano la terra, abbiano lasciato degli enormi solchi ‘Gap’ in tre punti diversi delle McDonnel Ranges (Emily Gap-Jessie Gap-Simpson Gap) per poi incontrarsi nel più importante di questi 3, ‘Emily Gap’ per battersi contro l’eroe aborigeno che poi li ha sconfitti.

I gap mi sono piaciuti molto! L’unica nota negativa erano le mosche che ti assalivano: una situazione del genere mi è ricapitata solo in Islanda…anche se con un  clima nettamente diverso!

Alice Springs, come la maggior parte delle città Australiane, non offre molto da vedere…abbiamo mangiato, dormito e siamo ripartiti!

Dopo la mezza giornata ad Alice Springs ci siamo mossi al mattino e di buona lena verso il parco nazionale Kata Tjuta che comprende Uluru e Las Olgas. Per poi visitare il parco nazionale Watarrka con il suo Kings Canyon.

  • Uluru
    Ed ecco Uluru

I due parchi distano circa 6 ore da Alice Springs per un totale di circa 500 km…lo so, in Australia le distanze non sono esattamente come le intendiamo noi!

Uluru si trova al centro di un parco nazionale, il Watarrka National Park, e per dormire a poco prezzo ci sono due possibilità: tenda o stanza (che però ha un prezzo relativamente più alto).
Abbiamo soggiornato al Kings Canyon Resort

La prima sera abbiamo mangiato li, c’è una specie di pub/ristorante (uno dei pochissimi posti nell’arco di km) e l’indomani ci siamo alzati super presto per andare a vedere il Kings Canyon e poi nel pomeriggio, al tramonto, Uluru.

Il Kings Canyon merita davvero una visita, nonostante il caldo e la fatica della camminata.

Nel pomeriggio ci siamo diretti ad Uluru.
Uluru è il nome aborigeno originale del luogo: si pensa derivi da una parola che in Arrernte significa “strano”.
Uluru (chiamato in inglese Ayers Rock) è il più imponente massiccio roccioso dell’ outback australiano. Circondato dalla superficie completamente piana del bush, Uluru è visibile da decine di chilometri di distanza ed è celebre per la sua intensa colorazione rossa, che muta in maniera spettacolare (dall’ocra, all’oro, al bronzo, al viola) in funzione dell’ora del giorno e della stagione; caratteristiche che ne fanno una delle icone dell’Australia.

Secondo il mito, Tatji, la Lucertola Rossa, che abitava nelle pianure, giunse a Uluru. Lanciò il suo kali (boomerang), che si piantò nella roccia. Tatji scavò la terra alla ricerca del suo kali, lasciando numerosi buchi rotondi sulla superficie della roccia. Questa parte della storia è volta a spiegare alcuni insoliti fenomeni di corrosione sulla superficie di Uluru. Non essendo riuscito a trovare il suo kali, Tatji morì in una caverna; i grossi macigni che vi si trovano oggi sono i resti del suo corpo.

Abbiamo visto Uluru al tramonto…e devo dire che è stato uno spettacolo bellissimo: in mezzo al deserto, con le nostre macchine ci siamo seduti sul tettuccio e abbiamo goduto in silenzio dello spettacolo.

L’indomani mattina ci siamo svegliati iper presto per vedere l’alba a Las Olgas o Kata Tjuṯa (‘Molte teste), nome che le deriva dalla leggenda per cui in quel luogo ci sono state molte decapitazioni. Non so perché, ma è stato il posto più bello che ho visto in questo viaggio: abbiamo visto Las Olgas (in onore di una principessa) da lontano e poi ci siamo addentrati nel parco nazionale fra le gole create fra le ‘tante teste’, per una passeggiata di circa 3 ore, che è stata davvero bellissima e consiglio caldamente!