Lovina

Lovina si trova sulla turistica isola di Bali, da lì ho iniziato a intravedere una mite speranza si una prospettiva di vita tranquilla.

Dal meraviglioso albergo di Glenmore, di buona lena, ci siamo svegliate, abbiamo fatto una super mega colazione (cercando di evitare sempre frutta e verdura) e ci siamo rimesse in viaggio.
Il figlio del direttore ci ha dato un grandissimo aiuto: ci ha accompagnate alla fermata dell’autobus e ci ha fatto salire su quello giusto.

Due cose importanti:
-il figlio del direttore ha fermato l’autobus in stile taxi…pare che se non li chiami così non si fermino
-abbiamo preso un pullman locale…wow…credo che sia una di quelle esperienze che vanno fatte almeno una volta nella vita, ma poi anche basta.

Era un pullman sudicio pieno di gente che noi, per i nostri standard igienici, definiremmo ‘non certo pulito’. Ah dimenticavo gli odori…estasi per i sensi usando un eufemismo.
Il viaggio non è nemmeno durato poco…circa 2 ore, con gente che continuava a salire anche se non c’era più spazio! Inutile dire che non abbiamo speso praticamente nulla e che questa volta, avendo il nostro amico parlato con il conducente, non abbiamo dovuto fare nessuno sbattimento se non sederci e ‘godere il viaggio’.

E qui c’è una cosa molto peculiare da dire: in mezzo al corridoio c’era una specie di corrimano posizionato in alto…tipo di quelli a cui ci si attacca quando si va in metropolitana, con dei sacchetti neri piccoli appesi.
La mia amica P. (dall’alto della nostra ingenuità) supponeva servissero per chi doveva vomitare: abbiamo passato 30 minuti ad ipotizzare a cosa potessero servire, ma eravamo ben lungi dalla soluzione.
Quando…ecco che alla prima sosta, il significato del sacchetto nero è stato immediatamente chiaro: ad ogni stop salivano sul treno mendicanti, bande musicali con tanto di tamburelli/chitarre/triangoli, venditori ambulanti, che cercavano di propinarti qualsiasi cosa e prendevano i sacchetti in mano per fare la carità!!! Ma la cosa pazzesca era che tutti, e dico tutti i passeggeri, pur senza comprare niente hanno sempre messo qualcosa in dono nel sacchetto nero. Chi non aveva nulla dava sigarette.

Non so descrivere nella maniera tragicomica che è stata, questa esperienza…ma sembrava davvero una caricatura di un film tragi-comico!
Una volta arrivati alla punta sud dell’isola di Java il nostro pullman si è letteralmente imbarcato sul traghetto per andare a Lovina, Bali.

Anche qui siamo rimasti su quel pullman sudicio, in mezzo al mare, un tempo che ci è parso un’eternità…quand’ecco…terra!
Siamo finalmente arrivati sull’isola di Bali!!!
Dopo aver passato infiniti controlli e pseudo dogane (qui ho capito lontanamente cosa possa voler dire essere dei profughi) siamo riusciti a capire, grazie ad un doganiere che avendo visto che eravamo le uniche bianche aveva intuito dove dovevamo andare, come recuperare il pulmino per Lovina.
E anche qui…con mio sommo divertimento è stato un Viaggio con la V maiuscola!

Il nostro povero pulmino era veramente piccolo e i nostri bagagli ammassati precariamente sul tettuccio.
Inutile dire che anche questa volta il pulmino, pur essendo pieno continuava a far salire gente: io avevo un tipo dietro di me, appoggiato allo schienale, che dormiva in piedi e ogni tanto mi finiva con la testa addosso; F. è stata tutto il viaggio alle prese con un tipo grasso e sudicio che aveva la sua ascella all’altezza dei suoi capelli…ma il momento più esilarante è stato quando un nonno mi ha cacciato, senza chiedermi nulla, suo nipote sulle ginocchia!!!!

L’isola di Bali è totalmente diversa dall’isola di java…non è reale, ma solo un paradiso per turisti. Da qui in poi, grazie al cielo la vacanza è diventata tutta più semplice e chiunque parlava inglese o organizzava escursioni.
Sono contenta di essere passata per Java, perché così posso dire di aver visto la realtà!

Su Lovina non ho molto da dire…eravamo venuti per vedere delle piscine termali, ma ovviamente era troppo tardi e non ce l’abbiamo fatta!
L’albergo in cui siamo state era davvero super bello: Tepe Villa Lux Apartements

L’indomani  ci siamo messi in cammino per Ubud, altra meta turistica e molto pittoresca!

P.S: ovviamente a Bali i prezzi hanno cominciato a salire!