Berlino

La storia di Berlino

Sono stata a Berlino credo 12 anni fa…ops come passa il tempo, e quindi ho ricordi relativamente poco nitidi. Erano gli anni in cui con il mio compagno di viaggi di una vita abbiamo dato inizio alla stagione dei voli low cost, che prima non erano così famosi e conosciuti come lo sono adesso. Berlino in effetti è stata la prima capitale che abbiamo visto insieme e con questo nuovo metodo e proprio per questo conserverà un posto speciale nel mio cuore. Se 13 anni fa mi avessero detto che mi sarei relativamente stancata di viaggiare e che mi sarei alla fine tranquillizzata, forse non ci avrei creduto… ma tutto cambia e tutto passa.

Andando a Berlino ci sono ovviamente delle tappe che non possono essere saltate come Alexanderplatz, Potsdamer Platz, la splendida porta di Brandeburgo, le parti del muro di Berlino che ancora sono conservate a divere virtualmente l’est dall’ovest, l’incredibile Memoriale per gli ebrei assassinati, Checkpoint Charlie, la torre della televisione che si erge in centro, il Palazzo del Reichstag, il Duomo, la splendida Sinagoga che a Sofia non siamo riusciti a vedere e in generale il centro. Ho trovato Berlino una città molto viva e giovane… dinamica. Probabilmente in Germania la mia generazione paga lo scotto degli errori passati e ha molta voglia di riscatto e di riconoscimento cosa che li ha spinti in qualche modo a cercare di evolvere più in fretta proprio per dimenticare. E questo io lo rispetto e lo capisco.

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Ho comunque deciso che non andrò mai a visitare Aushwitz soprattutto dopo la commozione che mi ha pervaso nel museo dedicato ai bambini ebrei dei campi di concentramento a Praga. Il mio umile e personale parere è che certi luoghi meritano il rispetto delle persone che quei luoghi li hanno vissuti e dove hanno perso la vita. Credo che sia sbagliato trasformali in luoghi di turismo dove in qualche modo costruire un business.

Dopo questa breve parentesi quello che vi posso dire è di viaggiare, vedere, visitare e di farvi un’opinione propria verso il mondo che vi circonda perché questo vi renderà liberi. E se alla fine del vostro peregrinare doveste decidere che casa è sempre casa e che di meglio non c’è… chi dice che sia sbagliato?