Koyasan

Koyasan: un giorno da monaco

Dalla stazione di Shin-Osaka abbiamo preso il treno fino a Hashimoto (Wakayama line). Dopodichè abbiamo cambiato linea ferroviaria, quindi pagando, fino a Gorakurakubashi. Da li abbiamo preso una funicolare che ci ha portato a 900 metri, in cima al Koyasan. All’arrivo c’erano dei pullman che ci aspettava per portarci al nostro monastero: Yochin.

Questa eserienza è stata la più bella di tutta la vacanza. Il Koyasan è un monte su cui ci sono diversi templi buddisti meravigliosi. I principali punti di interesse sono il Danjo Garan Complex, il Kangobuji e l’Okunoin (un gigantesco cimitero). Diciamo che volendo sbrigarsi in 4 ore si riesce a visitare tutto: poi da un estremità all’altra ci sono tanti piccoli siti da visitare degni di interesse.

Oltre all’ambiente e i templi fantastici la cosa che più ci ha affascinato del Koyasan è stata la nostra esperienza all’interno del monastero. In primis abbiamo dovuto toglierci le scarpe all’ingresso e poi dei monaci ci hanno condotto alla nostra stanza…qui c’era un materasso basso con una piccola verandina. La stanza non aveva la chiave, perchè le porte erano le loro classiche paratie scorrevoli.

Alle 6 ci hanno servito la loro cena vegetariana: riso, miso souop, noodles, una strana gelatina al mandarino, un altra non chiara gelatina, della verdure che sembrava un dolce e qualcos’altro non meglio definito. Direi una bugia se dicessi che è stata una cena meravigliosa, ma era una cosa tipica loro e quindi l’abbiamo accettata di buon grado. In più uno dei monaci ci aveva preso in simpatia e si è trasformato nel nostro assistente personale. Ci ha spiegato che i monaci si possono sposare e che aveva 21 anni, era di tokyo e si era trasferito li per studiare la storia asiatica e religione. Il vero problema è che era ansioso di capire se ci piaceva la cena e controllava tutte le nostre facce e quindi abbiamo dovuto cercare di mangiare il più possibile! La cosa però più disgustosa erano la coppia di giapponesi accanto che mangiavano i noodles emettendo dei versi davvero improponibili per risucchiarli!!!!

Siamo poi andati a fare la doccia, i bagni erano ovviamente in comune, e anche questa è stata un’esperienza. Entro in una stanza comune dove bisognava lasciare tutti i vestiti e apro la porta delle docce: di fronte a me una sala rettangolare con alla fine una vasca idromassaggio gigante e sui lati tante piccole docce. Le docce erano però leggermente diverse da come le intendiamo noi. Attaccati al muro, all’altezza di 1m20cm c’erano dei doccini e sotto ogniuno uno sgabello con un catino. C’era solo una signora dentro che era seduta sullo sgabello e si lavava con il doccino. Lei mi ha spiegato che prima bisogna lavarsi e poi si può entrare nell’idromassaggio! Ma che figata! ;)

Alle 21 siamo andati a letto perchè hanno chiuso l’ingresso al monastero per evitare che entrassero gli orsi! Al mattino alle 7:30 esatte il nostro monachello di fiducia è entrato in camera a svegliarci per la colazione (praticamente identica alla cena). Dopo la cena torniamo in stanza pensando di sdraiarci ancora un attimo, ma…avevano già portato via i letti!

Un po’ dispiaciuti di abbandonare quel magnifico monte e quel magnifico monastero ci siamo messi in cammino verso la nostra ultima tappa: Kyoto!