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Fushimi Inari Taisha

Kyoto e i suoi 1000 templi

Se Tokyo può essere paragonato a Milano, Kyoto è senza ombra di dubbio Roma, nel bene e nel male. Ancora una volta noi abbiamo avuto 2 giorni per vedere una città che ne avrebbe richiesti almeno 5, ma almeno siamo riusciti a vedere le cose principali.
Dal Koyasan in 6 ‘veloci’ ore siamo arrivati all’Hotel Sunline di Kyoto, nella zona di Gion. Per ottimizzare i tempi ci siamo fiondati a vedere La Pagoda d’Oro dalla parte opposta della città. Il servizio metro è molto scadente: ci sono le principali fermate del centro, ma per il resto bisogna affidarsi agli autobus che per quanto chiari sono sempre in ritardo a causa del traffico nella città.

Mezz’ora prima che chiudesse siamo riusciti ad arrivare alla Pagoda d’Oro di Kyoto: che dire … è meravigliosa!Anche se il cielo era coperto e sembrava stesse per arrivare un tifone la pagoda riluccicava nelle nuvole riflettendosi nel suo quieto laghetto.
La sera abbiamo fatto un giro nella via di Poncho dove si trovano tutti i ristorantini: è un budello tipo quello di Alassio che sull’altro lato si affaccia sul fiume. Ciò vuol dire che la maggior parte dei ristoranti dal lato destro della strada hanno anche le terrazze sul fiume. Noi abbiamo ripiegato per un posto piccolo e claustrofobico che sembrava proprio il ristorante di M’arrabbio in Kiss me Licia. Abbiamo mangiato carne e verdure alla griglia che erano davvero buone spendendo non più di 17 euro a testa! Ci siamo talmente trovati bene con il nostro ciccione di fiducia ai fornelli che ci siamo tornati anche la sera dopo.

L’indomani, in modalità turbo, abbiamo preso il treno diretto per Nara (jr Nara)e abbiamo visitato il complesso. Dalla stazione si può arrivare a piedi o meglio prendendo un autobus la cui pensilina è proprio all’uscita. La cosa che più mi ha colpito è la quantità di cervi che trovi in giro! C’erano anche un sacco di persone che gli davano i biscotti e che venivano inseguite da orde di animali per averne ancora!
A Nara ci sono 3 templi principali che distano 20 minuti di cammino l’uno. Quello più famoso è senza dubbio quello dove è contenuto il gigantesco buddah di legno, uno dei più grandi al mondo.

Da Nara abbiamo preso il treno LOCALE per tornare verso Kyoto e scendere alla fermata di Inari dove c’è il meraviglioso tempio shionista Fushimi Inari Taisha. Consiste in una serie di travi rosse che fanno da porticato lungo un percorso di fede che porta in cima a una montagna! I buddisti venerano il buddah, mentre per gli schionisti tutto è un dio: lo scarafaggio, il coniglio…qualsiasi essere vivente.

In modalità ancora più turbo ci siamo diretti alla nostra ultima tappa della giornata: il bosco di bambù…non lo so, mi ha un po’ deluso, me lo aspettavo molto meglio…non era nulla di simile alle fantastiche foto della copertina della lonely planet.

La sera, dopo mangiato siamo andati a cercare un posto dove festeggiare la nostra ultima notte nipponica. Proprio vicino al nostro hotel c’erano dei grattacieli con in cima delle lucine colorate. Incuriositi, ma convinti che fossero locali super chic, siamo saliti al primo edificio, ma li c’era un beer garden che essendo le 21.00 stava già chiudendo. Con quello di fronte ci è andata più di fortuna e ci siamo seduti a bere una birra e poi abbiamo fatto un giro per la zona di Gion! Siamo tornati a casa alle 22…che per noi era tardissimo!

Il nostro hotel era proprio attaccato al complesso monastico di Yasaka quindi l’ultima mezza giornata ci siamo dedicati a visitarlo con i sui 3 templi e un altro abbarbicato su una collina, dovvero notevole.

Appena prima di prendere il superveloce con direzione Tokyo ho dato una spiegazione alla miriade di gheishe che vedevo passare tutte agghindate e non sudate: ci sono dei negozi in cui puoi affittare il kymono e ti fanno la pettinuatura! Consumismo!!!

Il Giappone è stato un bellissimo viaggio proprio per le differenze culturali e le meraviglie storiche che mi ha proposto. Ve la consiglio caldamente come meta per il prossimo viaggio!…chi sa quale sarà la mia!

Koyasan

Koyasan: un giorno da monaco

Dalla stazione di Shin-Osaka abbiamo preso il treno fino a Hashimoto (Wakayama line). Dopodichè abbiamo cambiato linea ferroviaria, quindi pagando, fino a Gorakurakubashi. Da li abbiamo preso una funicolare che ci ha portato a 900 metri, in cima al Koyasan. All’arrivo c’erano dei pullman che ci aspettava per portarci al nostro monastero: Yochin.

Questa eserienza è stata la più bella di tutta la vacanza. Il Koyasan è un monte su cui ci sono diversi templi buddisti meravigliosi. I principali punti di interesse sono il Danjo Garan Complex, il Kangobuji e l’Okunoin (un gigantesco cimitero). Diciamo che volendo sbrigarsi in 4 ore si riesce a visitare tutto: poi da un estremità all’altra ci sono tanti piccoli siti da visitare degni di interesse.

Oltre all’ambiente e i templi fantastici la cosa che più ci ha affascinato del Koyasan è stata la nostra esperienza all’interno del monastero. In primis abbiamo dovuto toglierci le scarpe all’ingresso e poi dei monaci ci hanno condotto alla nostra stanza…qui c’era un materasso basso con una piccola verandina. La stanza non aveva la chiave, perchè le porte erano le loro classiche paratie scorrevoli.

Alle 6 ci hanno servito la loro cena vegetariana: riso, miso souop, noodles, una strana gelatina al mandarino, un altra non chiara gelatina, della verdure che sembrava un dolce e qualcos’altro non meglio definito. Direi una bugia se dicessi che è stata una cena meravigliosa, ma era una cosa tipica loro e quindi l’abbiamo accettata di buon grado. In più uno dei monaci ci aveva preso in simpatia e si è trasformato nel nostro assistente personale. Ci ha spiegato che i monaci si possono sposare e che aveva 21 anni, era di tokyo e si era trasferito li per studiare la storia asiatica e religione. Il vero problema è che era ansioso di capire se ci piaceva la cena e controllava tutte le nostre facce e quindi abbiamo dovuto cercare di mangiare il più possibile! La cosa però più disgustosa erano la coppia di giapponesi accanto che mangiavano i noodles emettendo dei versi davvero improponibili per risucchiarli!!!!

Siamo poi andati a fare la doccia, i bagni erano ovviamente in comune, e anche questa è stata un’esperienza. Entro in una stanza comune dove bisognava lasciare tutti i vestiti e apro la porta delle docce: di fronte a me una sala rettangolare con alla fine una vasca idromassaggio gigante e sui lati tante piccole docce. Le docce erano però leggermente diverse da come le intendiamo noi. Attaccati al muro, all’altezza di 1m20cm c’erano dei doccini e sotto ogniuno uno sgabello con un catino. C’era solo una signora dentro che era seduta sullo sgabello e si lavava con il doccino. Lei mi ha spiegato che prima bisogna lavarsi e poi si può entrare nell’idromassaggio! Ma che figata! ;)

Alle 21 siamo andati a letto perchè hanno chiuso l’ingresso al monastero per evitare che entrassero gli orsi! Al mattino alle 7:30 esatte il nostro monachello di fiducia è entrato in camera a svegliarci per la colazione (praticamente identica alla cena). Dopo la cena torniamo in stanza pensando di sdraiarci ancora un attimo, ma…avevano già portato via i letti!

Un po’ dispiaciuti di abbandonare quel magnifico monte e quel magnifico monastero ci siamo messi in cammino verso la nostra ultima tappa: Kyoto!

Osaka

Osaka e Dotonbori: una città che non dorme mai

Da Takayama abbiamo preso il treno per Nagoya e li abbiamo cambiato alla volta della stazione di Shin-Osaka appunto a Osaka.

Vi do una dritta: a Osaka ci sono due stazioni del treno. Una è Osaka e una è Shin-Osaka a ti 1 km di distanza. Quella coperta dalla JR Line è solo quella di Shin-osaka. All’arrivo siamo scesi ad Osaka e abbiamo preso la metro fino alla fermata di Namba perchè era vicino al nostro hotel: Flora Inn Namba.

Non ho mai visto una stazione della metro così grande come quella di Namba a Osaka: sotto il quartiere la metropolitana è una città sotterranea grande come un immenso centro commerciale! Vi dico solo che ci sono tipo 40 uscite!

Il nostro hotel a Osaka era molto bello nella hall, ma la stanza era piccola e piuttosto claustrofobica, con una finestra cieca…diciamo che è andata bene perchè ci siamo fermati soltanto una notte. Però la cosa comoda era la zona: infatti era nel quartiere di Namba, proprio dietro alla zona di Dotonbori. Bisognerebbe vederla per riuscire a descrivere la vivacità e l’affollamento di questa zona. Dovete immaginare i navigli: togliete le case basse e mettete lungo al fiume grattacieli coperti di luci al neon e mega schermi luccicanti! Ahh, ovviamente una fiumana di gente: ecco Dotonbori, che credo sia anche l’unica zona degna di nota nella città.
Lungo il fiume cera anche una mega zattera con 50 ragazzi giapponesi vestiti di giallo che venivano ripresi da una televisione locale. Una signora inglese di fianco a noi ci ha spiegato che la ‘trasmissione’ consisteva nel trasmettere questi ragazzi che parlavano per 24 ore…si, lo so…

Il giorno dopo per andare al Koyasun abbiamo preso il treno dalla stazione JR di Shin-Osaka.

Carne Kobe

Takayama e la carne Kobe

Takayama: il Giappone in miniatura

Da Tokyo il secondo giorno ci siamo alzati presto e siamo partiti alla volta di Takayama. Siamo andati a prendere il treno, con il JR pass, dalla stazione centrale di Tokyo fino a Toyama. Da qui abbiamo cambiato e siamo arrivati a Takayama. Quello che non avevamo capito era che il nostro mini resort non era in paese, ma in cima a una montagna, polo invernale di sci, a 1 ora di distanza. Quindi in tutto ci abbiamo messo 5 ore. Abbiamo preso da Takayama stazione il pullmann dalla pensilina numero 5, pagato perchè non era coperto da JR (circa 10 euro a testa) e ci siamo inerpicati su per le umide montagne alla volta del paese di Warakutei, direzione e stop Irayu Onsen.

Abbiamo soggiornato in una bella spa che però aveva l’inconveniente di avere uomini e donne separate, quindi abbiamo deciso di rinunciare all’idea. Insomma siamo arrivati in cima alla montagna che erano già le 17… a quel punto abbiamo preso la sofferta decisione di abbandonare la terza tappa, Kanazawa, prevista per il giorno seguente perdendo anche i soldi già dati. Abbiamo pagato all’albergo una sera in più e l’indomani ci siamo svegliati con calma e siamo scesi in giornata a vedere la città.

Ci è piaciuta molto…tipica città nipponica con le case basse e le paratie in carta velina: esattamente come ti aspetti che sia una casa giapponese mille volte vista nei cartoni.
Inoltre il paese ha una zona di templi molto grande e molto bella, anche se poi sono tutti uguali e un quartiere ‘antico’ che rispetta esattamente lo stile di un tempo.

La sera siamo ritornati al nostro resort e siamo andati a mangiare in uno dei 4 posti disponibili in paese … l’unico dove si poteva trovare carne era il più lontano, vicino all’ingresso dell’autostrada in cima a una collinetta…mai niente di facile! Qui ci hanno fatto scegliere il tipo di carne, ci hanno portato un recipiente fondo contenente la carne e delle verdure e lo hanno ribaltato su una mini piastra presente sul tavolo. Hanno tenuto coperto il tutto per una decina di minuti e poi ci hanno invitato a prendere quello che volevamo.
Mi hanno poi spiegato che la loro carne di Kobe, Hida beef, fatta con un metodo particolare è più grassa della nostra e molto più gustosa.

La carne Kobe è diventata famosa, sinonimo di “manzo di alta qualità”, perché Kobe è stato il primo porto ad aprire, nel 1869, agli stranieri che hanno così potuto assaggiare questo alimento diffondendone poi la fama all’estero.

La carne di questi animali è ritenuta da alcuni la migliore al mondo, per la particolarità di avere una gran quantità di grasso infiltrato nelle masse muscolari “marmorizzate” e un conseguente sapore vellutato, quasi burroso.

Abbiamo abbandonato poi le umide e nebbiose alture di Takayama, immersi nella tranquillità di montagna per dirigerci a Osaka!

Giza-Tokyo

Tokyo

Tokyo: una capitale davvero affollata

Partendo dal presupposto che Tokyo ha 13 milioni di abitanti e che la sua metropolitana è una delle più grandi del mondo, immagino direi un’ovvietà affermando che non ho mai visto così tanta gente attraversare tutta insieme un incrocio pedonale!

Noi abbiamo soggiornato al Via Inn Asakusa: l’albergo non era nulla di speciale e il personale parlava a stento l’inglese però il positivo è che è in una posizione molto comoda e centrale anche paragonato al prezzo.

Asakusa è un’ottima zona in cui soggiornare e da visitare perchè molto vicina allo Skytree della città (nel quartiere adiacente di Sumida) e al tempio buddista più grande che è il Senso-ji. Sicuramente mi ha colpita il tempio perchè c’erano un sacco di giapponesi che accendevano gli incensi da lasciare al Buddah e che attaccavano le loro preghiere e i biglietti della fortuna alle porte del tempio. Ho anche visto una cosa nuova che in Cina non c’era: davanti ad ogni tempio c’erano delle fontanelle con dei mestoli per prendere l’acqua e lavarsi mani e bocca prima di iniziare a pregare. Inoltre questa zona è piena di ristorantini, baretti e negozi, quindi io ve la consiglio per cena.
Sempre vicina c’è la zona di Ueno il cui parco merita sicuramente una visita: è un parco enorme con dei templi all’interno e un laghetto molto carino. Noi ci siamo andati per cercare un po’ di fresco, ma era ancora più umido della città!!!

Merita sicuramente una visita anche il quartiere di Shinjuku, una zona piena di negozi e super affollata, come la vicina Akihabara dove si può trovare qualsiasi tipo di marchingegno elettronico, con un sacco di negozi a 6 piani!
Siamo anche andati a vedere il mercato del pesce, ma a quel punto erano già le 16 e stavano ovviamente sbaraccando tutto!

E poi una menzione speciale va a Ginza, la zona più sfarzosa e piena di negozi di marca che io abbia mai visto! La via principale infatti è un alternarsi di grattacieli griffati con i negozi delle marche più famose: Zara, Shyseido, Guess, Etro, Gucci, Prada, Versace, Luis Vuitton…dite una marca che viene in mente e sicuramente a Giza la troverete.

Una zona che non abbiamo fatto in tempo a visitare è Shibuya, dove pare ci sia l’incrocio più trafficato al mondo, Maranouchi, con il palazzo imperiale e la stazione e Nihombashi.

Purtroppo a Tokyo abbiamo avuto poco tempo, quindi non posso dare un vero parere sulla città, però era come me l’aspettavo: molto caotica e piena di lucine ipnotiche.
Anche se non ho dato molti dettagli questa è una lista delle zone principali della città.
Tra l’altro ci siamo comodamente mossi con la metro facendo un biglietto giornaliero di 1000 yen che sono circa 5 euro.

Nota speciale è che a Tokyo si possono vedere molte gare di sumo, che ovviamente noi non abbiamo avuto il tempo di vedere. Il posto si chiama Ryogoku kokugikan dove si possono vedere i combattimenti e se non ce ne sono di particolari si può assistere agli allenamenti…se ci andate raccontatemi com’è!