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Maldive

Maldive: Boduhiti e Thudufushi

Le Maldive sono un paese tropicale nell’Oceano Indiano composto da 26 atolli ad anello formati da più di 1000 isole coralline. Queste isole sono famose per le spiagge, le lagune di acqua blu e le lunghe barriere di corallo. La capitale delle Maldive, anche se non ci sono stata, è Malé.

Nell’intero arcipelago le isole abitate sono circa 200, mentre poco più di 100 sono adibite a villaggi turistici; le rimanenti sono deserte e talvolta costituite solo da un banco di sabbia in emersione. L’isola più grande è Fua Mulaku, situata nell’atollo di Gnaviyani, nel sud dell’arcipelago.

Sono stata alle Maldive due volte con i miei genitori, entrambe quando ero minorenne. Chiaramente non è la vacanza ideale per chi cerca movida e divertimento, ma è sicuramente più adatta per chi vuole rilassarsi ed estraniarsi dal resto del mondo. Una cosa è certa, i paesaggi che offe sono fantastici e il contatto con la natura è certamente indimenticabile. Entrambe le volte ho nuotato con le tartarughe e inseguito piccoli polipetti, mi sono buttata dal molo vicino alla barriera corallina, ho nuotato con pesci di tutti i colori e forme e mi sono anche scottata, evento che si presenta molto molto raramente. Gli atolli delle Maldive sono piuttosto piccoli e in 5 minuti a piedi di solito hai fatto tutto il giro, però ripeto che non si deve andare pensando di fare una vacanza di vita frenetica.

La prima volta sono andata nel villaggio si Thudufushi: situato su una spiaggia lungo l’Oceano Indiano e circondato da palme, questo resort di lusso all-inclusive si trova a meno di un chilometro dalla vivace isola di Maamigili. Ed è stato proprio qui che nel tentativo di prendere il brevetto di sub ho scoperto di avere un’otite permanente alle orecchie e che al massimo potevo ambire a fare snorkeling.

La seconda volta alle Maldive sono stata a Bodu Hithi; questo tranquillo resort di lusso è accessibile solo con barca o idrovolante e infatti ho la foto di me sulla barca verso l’atollo
Questa volta non ho nemmeno provato a fare sub e mi sono dedicata direttamente allo snorkeling.

Londra

Londra

Londra è una delle prime città europee che ho visto e forse per questo mi resterà sempre nel cuore. Forse insieme a Madrid è la capitale che mi è piaciuta di più in assoluto. Così come per Parigi mi viene difficile, o per lo meno mi sembra inutile, capire cosa poter scrivere nel mio povero blog che possa davvero essere utile a chi decidesse di leggerlo.

Come tutte le altre volte in cui ci sono stata anche l’ultima mia visita a Londra ha portato il sole cosa che me la rende ancora più simpatica! Cosa mi piace di più di Londra? Beh, questa è una risposta facile: i parchi. St James Park, Hyde Park, Regents Park sono per me meravigliosi… non ho mai capito come gli inglesi possano avere dei parchi così verdi, forse la pioggia ininterrotta, ma qualunque cosa sia hanno tutto il mio profondo rispetto.

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Oltre aver visto Candem Town, il Big Ben, Westmister, Harrods, Tower Bridge, London TOwer, il castello, Buckingam Palace, Trafalga square, Piccadilly Circus, essere saliti sul London Eye e tutte le altre principali attrazioni di Londra, l’ultima volta sono andata a fare un giro  nella deliziosa Notting Hill a bere una birra e nel quartiere di Chelsea per scoprire dove vivono i calciatori.

Non tornerei ancora a Londra perché mi mancano tante altre città da vedere nel mondo, ma allo stesso tempo credo che sia sempre una buona scelta farci una capatina di tanto in tanto!

Edimburgo

Edimburgo e le Highlands

Cercando Nessy

Scrivere adesso e cercare di ricordare il mio viaggio nelle Highlands scozzesi è un’impresa più complicata di quanto non possa sembrare. Iniziamo spiegando che devono essere passati 11 anni perché risale al periodo in cui ho vissuto in Inghilterra grazie a un erasmus che per 6 mesi mi ha portato nella piovosa Cardiff.

Con un gruppo di amici conosciuti lì ho deciso di intraprendere questo viaggio che già dalle prime battute si è dimostrato difficile, ma si sa, a 20 anni tutto è concesso. Da Cardiff verso le 17 abbiamo preso un autobus fino a Londra e da lì un altro diretto a Edimburgo, che per 8 ore attraverso l’Inghilterra, ci ha fatto arrivare in città alle 7 del mattino. Inutile dire che eravamo estremamente stanchi, assonnati e infreddoliti, ma con l’energia tipica di un gruppo di giovinastri ci siamo messi a girare la città delle Highlands.

Edimburgo Edimburgo Edimburgo Edimburgo Edimburgo Edimburgo Edimburgo Edimburgo Edimburgo Edimburgo

Edimburgo non è la mia città preferita, molto gotica e tetra, ma è indubbiamente una città bellissima che io consiglio vivamente di visitare perché ne vale certamente la pena. Una delle prime cose che avevamo visitato era il castello con la costosa degustazione di whisky ovviamente inclusa e poi avevamo girato per la città, ma purtroppo non ho più ricordo ben nitidi… se non il freddo che faceva.
Ricordo che in tarda serata siamo andati a fare il tour guidato per i sotterranei della città e la sera a ballare e poi la mattina freschi e riposati ci siamo alzati per andare a fare un giro delle Highlands scozzessi, con destinazione Lochness!!

Le Highlands intorno a Edimburgo se per lo più delle alte colline desertiche e disabitate dove non c’è nulla se non pecore, freddo e neve. La parte invece più intorno a Lochness per me è molto bella, piena di laghi e leggende tra cui proprio quella del mitologico mostro che purtroppo non abbiamo visto. Mi ricordo molto bene che quel giorno, nonostante fosse fine marzo, faceva talmente tanto freddo che anche la guida ci ha permesso di restare nel paese solo per 15 minuti. Mi ricordo anche che avevo un caro amico greco che aveva ancora più freddo di me, cosa relativamente rara.

Giza

Cairo

Visitare il Cairo

Mentre ero con il mio unico e solo compagno di viaggi in vacanza a Sharm-El-Sheik abbiamo fatto una gita di un giorno al Cairo con un gruppo di altri turisti. Non mi ricordo bene il viaggio perché è stato oramai 10 anni fa, ma farò del mio meglio per raccontare tutto!

Dopo diverse ore di viaggio in pullman abbiamo raggiunto il Cairo e mi ricordo di esserne rimasta molto impressionata fin dall’inizio. Appena aperte le porte un’orda di bambini egiziani ha iniziato a chiedere l’elemosina e questo già mi ha ovviamente messo di pessimo umore.

Cairo Moschea di Mohamed Ali Giza Moschea di Mohamed Ali Cairo Giza Giza Giza Moschea di Mohamed Ali Giza Moschea di Mohamed Ali Giza Moschea di Mohamed Ali Cairo Moschea di Mohamed Ali Cheope Moschea di Mohamed Ali Giza Giza

La nostra prima tappa con il tour è stata la Moschea di Mohamed Ali, sicuramente la più bella della città e da cui nelle giornate di sole si piò vedere tutta la spianata di Giza. In seguito abbiamo fatto un giro nella Città Vecchia di cui però devo essere sincera non ricordo molto.

Poi con sempre il pullman ci siamo diretti verso la Necropoli di Giza che comprende le piramidi di Cheope, Chefren e Micerino e la sfinge. Quello che però mi ha davvero scioccato, forse perché era la prima volta che mi affacciavo su realtà di questo tipo, è la città dei morti viventi del Cairo dove vivono circa 1 milione di egiziani: credo che sia una delle storie che mi ha più scioccato fra quelle sentite. Al-Qarāfa dal suo nome arabo è un antico cimitero musulmano, ancora in uso, caratterizzato dalla convivenza tra i vivi e i defunti. Il cimitero cairota si estende per circa una decina di km e amministrativamente è suddiviso in più quartieri, di cui alcuni completamente urbanizzati dove le tombe sono ridotte a dei cortiletti tra i palazzi, altri invece semi-urbanizzati in un intreccio tra tombe ed edifici privati e pubblici, infine altri ancora costituiti solo da una distesa di spiazzi funerari, a volte occupati e gli alloggi pertinenti ristrutturati in dimore permanenti o sedi d’attività che richiedono spazi aperti.

Ci siamo solo passati con il pullman e poi siamo finalmente arrivati a Giza: nota negativa che mi ha davvero lasciato l’amaro in bocca è che io nella mia testa immaginavo le piramidi sperse nel deserto, invece sorgono a 100 metri dalle case… vero che l’uomo rovina proprio tutto. All’interno di Giza al Cairo si trovano quindi la Piramide di Cheope o Grande Piramide – l’unica tra le sette meraviglie del mondo antico che sia giunta sino ai giorni nostri- la Piramide di Chefren, la Piramide di Micerino e la Sfinge, attorniate da altri piccoli edifici, noti come Piramidi delle Regine, templi funerarirampe processionalitempli a valle e cimiteri di varie epoche. È veramente un sito spettacolare.

L’ultimo step del nostro viaggio è stato il Museo delle Antichità Egizie dove abbiamo visto il tesoro di Tutankhamoun e la sala delle mummie… me lo ricordo molto poco, ma era stato molto bello.

Io sono andata al Cairo quando ancora non c’erano attenti e l’Isis era solo un’invenzione dei film di spionaggio, ma già allora a me ha fatto paura. Militari armati in giro per strada, uomini che ti fissano in modo strano, donne coperte in volto… non è il mio mondo e soprattutto faccio parte di quel gruppo di persone che girando diventa più intollerante o solamente meno buonista. Perché bisogna per forza dire che il diverso è migliore o bello?! Per me non lo è… ‘mogli e buoi dei paesi tuoi’ credo sia un detto saggio. Io più viaggio e più ringrazio dio di avermi fatto nascere in Europa. Lo stesso sentimento lo avrei provato anni dopo in vacanza in Indonesia.

Antelope Canyon

I parchi naturali intorno a Las Vegas

In questa parte mi dedicherò a raccontare una parte della vacanza diversa rispetto agli ambienti caotici e angusti delle città americane: i parchi naturali.
Intorno a Las Vegas ci sono tantissimi parchi naturali meravigliosi e famosi, tutti a circa un’ora di distanza dalla città o poco più.

In generale sono 3 i consigli che mi sento di dare:

-tenere presente che il fuso orario cambia da parco a parco (gli indiani decidono infatti indipendentemente che fuso seguire)
– se bevete, ricordate che nelle riserve non è permesso acquistare alcolici
– spesso intorno e nei parchi ci sono tantissimi alberghi non segnalati su internet, che al momento costano meno. È anche vero che se per qualche motivo non ci dovesse essere posto, diventa poi difficile valutare dove accamparsi.
-nella maggior pare dei parchi bisogna pagare una tassa di ingresso. Esistono però delle tessere cumulative che permettono di entrare in un tot di parchi e così risparmiare sul totale.

Brice Canyon Antelope Canyon Antelope Canyon Monument Valley Antelope Canyon Lake Powell Brice Canyon Lake Powell Horeshoe Bend Lake Powell Brice Canyon Antelope Canyon Horeshoe Bend Antelope Canyon Antelope Canyon Monument Valley Monument Valley Lake Powell Grand Canyon Grand Canyon Monument Valley Grand Canyon Monument Valley Brice Canyon Grand Canyon Antelope Canyon

Visitare il Brice Canyon

A poco più di un’ora c’è il bellissimo parco naturale del Brice Canyon. Questo può essere un buon link in cui iniziare a pianificare il viaggio: https://utah.com/bryce-canyon-national-park

Al di la della descrizione tecnica del Canyon il mio più grande suggerimento è: tenete presente che è alto e che FA FREDDO!!! Noi abbiamo trovato grandine e 11 gradi…giusto per saperlo!
Noi abbiamo soggiornato al https://www.redlion.com/tropic?

Visitare l’Antilope Canyon- Utha

A poco più di un’ora dal Brice Canyon ci aspettava il parco più bello di tutti e indubbiamente la tappa che ha valso tutta la vacanza: l’Antilope Canyon nella zona della cittadina di Page.
Sono 3 le cose da vedere in questo parco naturale che meritano tassativamente una visita:

-Antilope Canyon nella riserva dei Navajo- Arizona

La visita va prenotata il prima possibile a questo link: https://navajotours.com/ e ricordatevi sempre del fuso orario! Il sito si trova molto vicino alla città di Page dove si può facilmente trovare un motel in cui pernottare. Noi abbiamo dormito qui: http://www.thepageboymotel.com/

-Lago Powell

Situato a 15 minuti da Page anche il Lago Powell, seppur non da mozzare il fiato come il Canyon, sicuramente non vi deluderà. Intorno a questo grosso bacino idrico troverete il centro informazioni a cui rivolgervi.

-Horseshore Bend

Ci sono poche parole per descrivere la bellezza di questa roccia scavata dove si intrufola prepotente il Colorado, bisogna solo vederlo.

Visitare la Monument Valley – Al confine tra Utha e Arizona

Non credo che ci sia bisogno di molto presentazioni per questo stupendo parco. All’interno troverete il centro informazioni e il consiglio è di girarlo con la macchina e non fare le costose escursioni che propongono.
Abbiamo dormito qui http://www.wetherill-inn.com/

Visitare Grand Canyon

Per evitare di spendere troppo abbiamo cercato un dove dormire a circa un’ora dal parco naturale, nella città di lake Montezuma: http://www.beavercreekinnaz.com/
Tra i parchi naturali devo dire che questo è stato quello che mi ha deluso sicuramente di più. Probabilmente è molto più bello fatto dall’aereo, mentre con il pullman turistico, come fatto da noi è un po’ deludente.

Las Vegas

Las Vegas e Death Valley

Purtroppo a causa dell’itinerario serrato non abbiamo potuto fermarci di più e l’indomani ci siamo infilati nuovamente in macchina per raggiungere in 8 ore il paesino di Mammuth Lake. Per arrivare a questa tappa abbiamo dovuto guidare attraverso lo Yosemite Park, lungo la Sierra Nevada, per tutto il giorno e non siamo nemmeno riusciti a fermarci molto per ammirare il paesaggio. Quanto a Mammuth Lake è una località amata molto anche dalle star di Holliwood, ma la verità è che siamo rimasti solo per dormire e non abbiamo potuto vedere molto!

Dopo esserci riposati a Mammuth Lake abbiamo ripreso il nostro viaggio attraverso California e Nevada per raggiungere Las Vegas!!!

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In mezzo al nulla del deserto, come nell’outback australiano, non posso negare che ci siamo persi più di una volta, nonostante ci fossero 2 strade e rotonde alla distanza di 100 km l’una dall’altra. Voglio raccontare un aneddoto successo proprio in mezzo alla sabbia rovente e all’asfalto infuocato: continuavamo a girare in tondo senza riuscire a trovare la strada giusta, quando in preda alla disperazione, come un’ oasi nel deserto compare una casa. Un po’ titubanti io ed elisa scendiamo dalla macchina per entrare a chiedere informazioni: si apre la porta e vediamo 4 signori (3 uomini e 1 donna) seduti intorno al tavolo a fare credo colazione, nonostante fossero le 11.30 del mattino.  Sembrava la scena di Alice nel Paese delle Meraviglie in cui sono tutti riuniti intorno al tavolo del Cappellaio Matto. “Dovete andare dritti per 60 km e incontrerete la strada principale…volete un the?” … ecco la risposta alla nostra supplica di aiuto.

Vorrei far notare che per arrivare a Las Vegas siamo ovviamente passati per la rovente Death Valley…peccato che abbiamo beccato uno dei due giorni all’anno in cui piove. In effetti non posso dire che facesse così tanto caldo, non più di 35 gradi per lo meno. E così, un po’ bagnati, siamo passati per il punto più basso del mondo e poi dritti a Las Vegas dove nel mentre avevano attivato l’allerta tifoni.

Las Vegas sembra un grande e pacchiano parco giochi dove si affollano turisti e disagiati sociali. Il nostro albergo si chiamava Excalibur ed era davvero gigantesco, tutto rigorosamente in tema La Spada nella Roccia. Di fianco a noi si stagliava la Tour Eiffelle e la Statua della libertà. Purtroppo essendo così tirati con le tappe, anche questa volta non ci ha permesso di fare molta vita notturna e dopo un breve giro lungo la Strip siamo tornati nel nostro castello ad incontrare Morfeo.

San Francisco

Visitare San Francisco

La mattina ci siamo alzati sempre presto, costante della vacanza, e ci siamo diretti a nord verso San Francisco facendo tappa nella città di Santa Barbara, raggiunta dopo circa due ore di macchina. Anche qui il vento era freddo e non permetteva di restare in spiaggia senza felpa, nonostante il sole ci bruciacchiasse la pelle. Abbiamo trascorso qui un’oretta e siamo poi andati a mangiare in un fish and chips sul molo. Ci siamo poi rimessi in macchina e in altre 4 ore abbiamo raggiunto la nostra seconda tappa, Monterey, incrociando anche una delle più importanti aste per macchine d’epoca degli Stati Uniti, e il circuito di Laguna Seca. Questa tappa ci è servita solo per spezzare il viaggio e la mattina seguente, in un paio d’ore abbiamo raggiunto il nostro motel a San Francisco ….

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Anche qui l’albergo era pulito e in una zona centrale, ma in una via in cui il disagio sociale galoppa. In pieno giorno infatti c’erano molti barboni con i  carrelli della spesa che frugavano nell’immondizia, pazzi che urlavano e zaffate di marijuana. In pieno centro a San Francisco abbiamo visto un tipo di colore uscire dalla metro con un carrello con una piantina di marijuana di un metro.

Cosa vedere a San Francisco in due giorni?

Abbiamo fatto un giro per il centro e poi ci siamo recati a Powell street a prendere il classico tram (cable cars) che si vede a San Francisco e che attraverso le sue colline porta alla zona del molo (Fisherman’s Wharf) e alla celeberrima Lombard Street. Ci sono due linee di questo tram che fanno percorsi leggermente diversi e solo uno porta in questa via fermandosi esattamente di fronte. Da Lombard Street, rigorosamente a piedi, abbiamo attraversato la città visitando China Town, la ricca zona di Russian Hill e la sorprendente ed imponente zona della Down Town. La sera, con un taxi siamo andati al pier 23 dove ci sono dei deliziosi dei ristoranti dove si può gustare uno dei piatti locali: il granchio.

Il secondo giorno, sempre con un cielo plumbeo e l’aria fredda che sferzava, abbiamo preso un taxi e ci siamo fatti portare nuovamente alla zona del porto per prendere il traghetto che ci avrebbe condotto ad Alcatraz. Il consiglio, per essere sicuri di poterci arrivare è quello di prenotare per tempo. Ci abbiamo impiegato circa 15 minuti per sbarcare sulla isola-prigione più famosa del mondo!!! La visita ha preso circa 3 ore ed è stata molto interessante, siamo entrati nella struttura e abbiamo potuto vedere le celle dei prigionieri. La curiosità è che pare non fosse un carcere così terribile come vogliano la maggior parte delle leggende…
Nel pomeriggio, con non poca fatica nel trovare i mezzi giusti e con un tempo che peggiorava sempre di più, abbiamo raggiunto il Golden Gate Bridge, ma abbiamo rinunciato causa meteo a visitare Sausalito ☹

Sul fare della sera ci siamo fermati nella zona Italiana per mangiare e devo dire che ne siamo rimasti molto soddisfatti. Il panico è stato all’inizio per trovare un locale che fosse libero…credo avremo girato tipo 20 ristoranti prima di trovarne uno libero!

Purtroppo a causa dell’itinerario serrato non abbiamo potuto fermarci di più e l’indomani ci siamo infilati nuovamente in macchina per raggiungere in 8 ore il paesino di Mammuth Lake. Per arrivare a questa tappa abbiamo dovuto guidare attraverso lo Yosemite Park, lungo la Sierra Nevada, per tutto il giorno e non siamo nemmeno riusciti a fermarci molto per ammirare il paesaggio. Quanto a Mammuth Lake è una località amata molto anche dalle star di Holliwood, ma la verità è che siamo rimasti solo per dormire e non abbiamo potuto vedere molto!

los-angeles

Visitare Los Angeles

Se si passa per la California è ovvio che Los Angeles sia una meta imprescindibile per ogni viaggiatore.
Come in tanti di voi avranno sentito dire, la città va vista semplicemente per il gusto di dire che ci si è stati, più che un merito speciale.

A Los Angeles ero già stata altre volte in gita studio quando avevo 16 anni, ma devo dire che non me la ricordavo molto bene e che sicuramente in questa terza occasione ho potuto rinfrescarmi meglio la memoria.

Ovviamente riuscire a trovare un motel a 30 euro a notte in una città americana da 20 milioni di abitanti ,come Los Angeles, vuol dire scendere molto di qualità, e tralasciando la pulizia, ne risente ovviamente anche la sicurezza del quartire in cui si capita. Avendo la macchina ci siamo permessi di scegliere un quartiere relativamente periferico, che è il capolinea di una delle linee metropolitane, in ogni caso a circa 10 fermate dalla Downtown di Los Angeles.

L’arrivo in macchina è stato quasi paragonabile a quello di Yojiakarta: quartiere malfamato e semi degradato messicano, gente che rovista nei cassonetti, barboni che trascinano i propri averi nel carrello della spesa, ubriachi, tre elicotteri della polizia che continuano a girare, pattuglie a sirene sparate e nessun posto in cui mangire se non un orrendo Tacos. Ma la cosa più ‘divertente’ di questo orrendo Tacos era che alle 8 p.m. c’era il poliziotto con tanto di arma. Inutile dire che anche il nostro meraviglioso ostello a Los Angeles non era certo dei più raccomandabili.

Cosa vedere a Los Angeles in due giorni

Anche qui abbiamo avuto solo due giorni per visitare Los Angeles e devo dire che non sono riuscita a mostrare ai miei compagni di viaggio alcuni luoghi secondo me meritevoli, che avevo visto durante le mie precedenti visite come gli Universal Studio, il meraviglioso Getty Museum, Melrose Place, Malibu e una su tutte Venice Beach, e per questo chiedo venia.

La prima e unica mattina ci siamo alzati di buona lena e ci siamo diretti alla malfamata Downtown di Los Angeles, quella in cui accanto ai tristi grattacieli in cui si gira Beautiful spuntano tantissimi Cambio Oro…non diciamo altro. Dopodiche, da buoni turisti, ci siamo ovviamente diretti a Holliwood, già pronta psicologicamente a non vedere nulla dello sfarzo che propongono in TV.

Come risaputo la Walk of Fame di Los Angeles non è altro che un’anonima strada di una qualsiasi metropoli con disegnate delle stelle o con delle impronte di mani. Una volta lì abbiamo anche deciso di fare un giro per Beverly Hills, che sapevo essere una truffa, ma che non avevo mai fatto. Devo dire che me lo aspettavo peggio e comunque ha fornito uno scorcio completamente diverso rispetto a quello del nostro quartiere messicano!

Sul tardo pomeriggio abbiamo ovviamente fatto tappa al molo di Santa Monica, appuntamento imperdibile per chi visita Los Angeles. Come mi ricordavo non è nulla di che, e trovo ingiustificabile la sua fama. Una spiaggia enorme, super affollata che si spegne in un oceano freddo e increspato…sicuramente nulla se paragonato alle coste della Nuova Zelanda. Come ho sempre sostenuto la maggior parte degli americani non fa parte della fetta di gente intelligente del mondo…a parte il freddo che faceva una volta andato via il sole, ma c’era una coda di tipo un ora per andare alla fontanella per lavarsi i piedi. E poi ad un certo punto, quando già eravamo seduti in una terrazza chiusa a mangiare, dove comunque non faceva caldo, abbiamo visto una fiumana di gente dirigersi intorno alla torretta di un guardaspiaggia. Pensavamo preoccupati che fosse perchè qualcuno si era sentito male e invece…stavano tutti cercando i pockemon…devo aggiungere altro?

Gli spostamenti a Los Angeles, sopratutto di sera non sono i più agevoli, perchè dopo le 11 i treni diminuiscono drasticamente e si perde un sacco di tempo con i cambi vari.

L’indomani mattina già dovevamo lasciare la città in direzione San Francisco e per saltare il traffico che dilaga in città siamo partiti molto presto. Una volta fuori dal marasma, quando già l’autostrada corre accanto al mare e a Malibù, abbiamo fatto una sosta nella graziosa città di Santa Barbara dove avevamo intenzione di prendere un paio d’ore di sole. Inutile dire che come sempre c’era troppo vento e che non siamo riusicite a togliere la felpa, mente i maschietti hanno tentato un bagno ghiacciato di un minuto nell’oceano.

Abbiamo mangiato solo molto un pesantissimo Fish&Chips e poi ci siamo definitivamente messi in marcia per San Francisco.

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Visitare San Diego

Molte persone mi avevano detto che San Diego è una bella città a differenza di Los Angeles e infatti mi aspettavo un città con il sole tutto l’anno, calda e molto giovane. In effetti è stato proprio così, anche se quanto a degrado sociale, anche in pieno centro di pomeriggio, non è stata da meno rispetto a San Francisco e alla città degli angeli.

San Diego come tutte le alte città americane, e forse anche di più, non richiede giorni e giorni di visite…direi che per chi voglia solo farsi un’idea generale probabilmente 2 giorni sono anche troppi. Ciò non toglie che meriti davvero uno sguardo.

Noi avevamo la macchina e questo ha chiaramente aiutato gli spostamenti per San Diego, permettendoci di soggiornare in zone più defilate e meno costose. Abbiamo prenotato un grazioso motel nel quartiere di Chula Vista, su una delle colline che circondano la città. Proprio accanto avevamo la fermata della metro, o come lo si voglia chiamare che in 40 minuti ci portava proprio in centro, quindi direi molto comodo.

La prima giornata a San Diego è stata dedicata al riposo e al sole, grande assente di tutta la vacanza. Siamo andati in una delle spiagge nella zona di Mission Bay, dove per altro abbiamo trovato una delle più grandi aree per cani che avessimo mai visto. E fu così che finalmente ci abbrustolimmo su una rovente spiaggia californiana senza però entrare in acqua perché per me l’acqua dell’oceano è decisamente troppo fredda. Al tramonto siamo andati a fare visita alla zona di Point Loma dove sul molo abbiamo visto il sole scendere nell’oceano e li vicino siamo anche andati a mangiare in una zona hippy che ricorda tanto Venice Beach a Los Angeles. Il quartiere era molto bello e caratteristico, anche se non consiglierei ad una ragazza di aggirarsi sola la sera.

Il secondo giorno invece ci siamo dedicati alla visita della città: siamo partiti il mattino presto dal centro di San Diego e abbiamo percorso a piedi la strada attraverso la Old Town, la zona della Marina e poi ci siamo dedicati allo shopping del deludente quartiere di Gaslamp. Sicuramente ricco di negozi e centri commerciali, ma come previsto, qualcosa di già visto e rivisto.

Forse però la cosa che mi resterà più impressa di San Diego è l’alto stato di degradazione sociale, visibile anche in pieno centro: pazzi che urlavano, barboni che frugavano nei cassetti, gente storpia e tante facce poco raccomandabili.

Suzhou

Suzhou: un paradiso di giardini incantati

Suzhou è stata la mia penultima tappa in Cina e mi ha molto delusa: forse per il tempo, forse per la compagnia, forse per il fatto che ho preso un sacco d’acqua o forse perché ho visto cosa davvero disgustose…ma comunque non mi è piaciuta.

Suzhou è una città ad un oretta di treno da Shanghai, lungo le sponde del fiume azzurro, famosa per i suoi ponti in pietra, le pagode e dei presunti ‘bellissimi’ giardini…che io però ho visto sotto la pioggia!

Già la partenza in treno da Hangzhou era stata piuttosto traumatica. Sul treno per Suzhou eravamo letteralmente appiccicati, tutti in piedi stile metropolitana di Milano nelle ore di punta, e una volta in stazione era stato drammatico capire come arrivare a questi ‘bellissimi’ giardini tanto che avevamo chiamato F (che parla bene cinese) e avevamo costretto un passante, scelto a caso nella folla, a parlare con lei in modo che le spiegasse dove avevamo bisogno di andare.

Una volta arrivati in questi ‘bellissimi’ giardini di Suzhou siamo stati raggiunti da F e da sua mamma e abbiamo gironzolato sotto la pioggia per la zona…abbiamo preso anche una specie di gondola per girare nei canali, ma credo che il cattivo tempo abbia rovinato tutto.

La cosa più particolare che io abbia visto a Suzhou è stata una sposa cinese, di bianco vestita, che faceva un servizio fotografico: la stessa scena che avrei poi visto a Kuala Lumpur. Ad Hangzou però avevo visto una sposa in rosso e mi ero informata circa il motivo della differenza di colori: gli orientali vogliono essere come noi occidentali quindi si sposano in rosso perché così vuole essere la loro tradizione, ma poi fanno il book fotografico in bianco!

Un altra chicca che viaggia fra il disgustoso e il sublime è stata le scena a cui ho assistito nel bagno della stazione del treno di Suzhou appena prima di partire…diciamo che nella versione censurata ho visto una ragazza defecare in una turca senza porta mentre tutte noi in coda aspettavamo di andare nelle altre…posto che vai cultura che trovi