Giza

Cairo

Visitare il Cairo

Mentre ero con il mio unico e solo compagno di viaggi in vacanza a Sharm-El-Sheik abbiamo fatto una gita di un giorno al Cairo con un gruppo di altri turisti. Non mi ricordo bene il viaggio perché è stato oramai 10 anni fa, ma farò del mio meglio per raccontare tutto!

Dopo diverse ore di viaggio in pullman abbiamo raggiunto il Cairo e mi ricordo di esserne rimasta molto impressionata fin dall’inizio. Appena aperte le porte un’orda di bambini egiziani ha iniziato a chiedere l’elemosina e questo già mi ha ovviamente messo di pessimo umore.

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La nostra prima tappa con il tour è stata la Moschea di Mohamed Ali, sicuramente la più bella della città e da cui nelle giornate di sole si piò vedere tutta la spianata di Giza. In seguito abbiamo fatto un giro nella Città Vecchia di cui però devo essere sincera non ricordo molto.

Poi con sempre il pullman ci siamo diretti verso la Necropoli di Giza che comprende le piramidi di Cheope, Chefren e Micerino e la sfinge. Quello che però mi ha davvero scioccato, forse perché era la prima volta che mi affacciavo su realtà di questo tipo, è la città dei morti viventi del Cairo dove vivono circa 1 milione di egiziani: credo che sia una delle storie che mi ha più scioccato fra quelle sentite. Al-Qarāfa dal suo nome arabo è un antico cimitero musulmano, ancora in uso, caratterizzato dalla convivenza tra i vivi e i defunti. Il cimitero cairota si estende per circa una decina di km e amministrativamente è suddiviso in più quartieri, di cui alcuni completamente urbanizzati dove le tombe sono ridotte a dei cortiletti tra i palazzi, altri invece semi-urbanizzati in un intreccio tra tombe ed edifici privati e pubblici, infine altri ancora costituiti solo da una distesa di spiazzi funerari, a volte occupati e gli alloggi pertinenti ristrutturati in dimore permanenti o sedi d’attività che richiedono spazi aperti.

Ci siamo solo passati con il pullman e poi siamo finalmente arrivati a Giza: nota negativa che mi ha davvero lasciato l’amaro in bocca è che io nella mia testa immaginavo le piramidi sperse nel deserto, invece sorgono a 100 metri dalle case… vero che l’uomo rovina proprio tutto. All’interno di Giza al Cairo si trovano quindi la Piramide di Cheope o Grande Piramide – l’unica tra le sette meraviglie del mondo antico che sia giunta sino ai giorni nostri- la Piramide di Chefren, la Piramide di Micerino e la Sfinge, attorniate da altri piccoli edifici, noti come Piramidi delle Regine, templi funerarirampe processionalitempli a valle e cimiteri di varie epoche. È veramente un sito spettacolare.

L’ultimo step del nostro viaggio è stato il Museo delle Antichità Egizie dove abbiamo visto il tesoro di Tutankhamoun e la sala delle mummie… me lo ricordo molto poco, ma era stato molto bello.

Io sono andata al Cairo quando ancora non c’erano attenti e l’Isis era solo un’invenzione dei film di spionaggio, ma già allora a me ha fatto paura. Militari armati in giro per strada, uomini che ti fissano in modo strano, donne coperte in volto… non è il mio mondo e soprattutto faccio parte di quel gruppo di persone che girando diventa più intollerante o solamente meno buonista. Perché bisogna per forza dire che il diverso è migliore o bello?! Per me non lo è… ‘mogli e buoi dei paesi tuoi’ credo sia un detto saggio. Io più viaggio e più ringrazio dio di avermi fatto nascere in Europa. Lo stesso sentimento lo avrei provato anni dopo in vacanza in Indonesia.