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Lisbona

Lisbona

Dovevo andare a Lisbona tanti anni fa, con il mio ex ragazzo. Avevamo già comprato il biglietto, ma pochi giorni prima della partenza ci siamo lasciati e non ho potuto cambiare il nome sul biglietto :(

Mi sono riproposta di andarci, ma alla fine sono passati 6 anni. Solo qualche mese, dopo la scoperta della gravidanza e dell’arrivo a settembre del piccolo Nicolò, ho messo Lisbona in programma come ultimo viaggetto prima di essere troppo tonda per potermi muovere!

Devo dire che Lisbona mi è piaciuta davvero davvero tanto e sinceramente non me lo aspettavo. Ho sempre sentito pareri discordanti: chi dice che è bellissima e chi invece la trova pericolosissima. Non so se è per il fatto che durante il ponte del primo maggio c’è in giro il mondo o per l’ottima posizione del nostro appartamento, ma io non l’ho trovata più pericolosa di tante altre città. Certo Mauro è stato fermato un sacco di volte da spacciatori, ma a parte questo davvero nulla di che.

Cosa vedere a Lisbona in 3 giorni

Il nostro appartamento era in Rua do Carmo, a cavallo fra la Baixa, Rossio, il Barrio Alto e il quartiere del Chado. Questi in effetti sono alcuni dei quartieri che a Lisbona non vanno assolutamente persi.
Il Rossio, o Piazza Don Pedro è quella dove si trovano più spacciatori. E’ il cuore della città bassa e snodo del traffico. Ovviamente merita una visita. Confinante con Rossio c’è Piazza de Figueira con il suo mercato comunale.
Il quartiere confinante è quello della Baixa, pieno di negozi e ideale per lo shopping: qui c’è anche l’elevador do Carmo, dall’omonima via, in cima del quale si può godere dell’ottima vista di Lisbona.
Dopo la Baixa c’è lo sciccosissimo quartiere del Chiado, nella cui piazza centrale si può ammirare la statua di Pessoa. Ma la vera chicca sono le meravigliose rovine della Iglesia do Carmo, che si può raggiungere facilmente anche prendendo l’elevador sopra citato. Al Chiado c’è anche la bellissima chiesa di San Rocco, un mirador (balconata) mozzafiato con i giardini del principe.
Salendo ancora più in alto si trova il quartiere del Barrio Alto, nobile e popolare insieme, è una delle zone più vivaci della città. Qui troverete certamente un ristorantino che fa per voi. Ricordate bene che Lisbona non è cara!!!

Un altro blocco’ è costituito dall’Alfama, il Castello e la Mouraria. L’Alfama è forse il più antico e caratteristico quartiere di Lisbona: era il vecchio quartiere arabo. Tra il suo stretto dedalo di viette si arriva al Sè Patriarcal, cattedrale di Lisbona, fino a salire fino in cima al bellissimo castello di Sao Jorge.

Per visitare le Avenidas e i quartieri settentrionali abbiamo invece preso un bus turistico, che se non si ha molto tempo è un’ottima soluzione: qui non perdetevi il Parco Edoardo VII.

Più defilato dal centro città (non siamo riusciti a prendere il pullman di linea perché c’era troppa gente) c’è l’imperdibile quartiere di Belem con la sua celeberrima torre, il monastero di San Geronimo, considerato patrimonio Unesco e in generale tutta l’area visitabile a piedi. Terrei a precisare che non siamo riusciti ad entrare da nessuna parte per il troppo casino. Ricordatevi di provare i dolci tipici di Belem e quindi di Lisbona: i pastelizos.

Da Belem, si può ammirare il Ponte del XV Aprile, molto simile a quello di San Francisco, e la statua in miniatura del Cristo Redentore.
Da non dimenticare c’è ovviamente la famosissima Piazza del Commercio, vero snodo della città.

Abbiamo poi riservato il terzo giorno per andare a vedere l’incantevole paese di Sintra, facilmente raggiungibile da Lisbona in 40 minuti di treno. Il vero problema era la quantità di gente che abbiamo trovato con noi. Già sul treno eravamo stipati come polli e una volta arrivati li è stato anche peggio. Non siamo riusciti a visitare nè il castello, nè il meraviglioso palazzo perché c’era troppa coda.

Lisbona  per me resta una città incantevole e molto simile all’Italia come stile di vita. Un esempio? Nella zona del Barrio Alto ci sono un sacco di ristorantini con i tavoli fuori per mangiare all’aperto e al mezzogiorno non è difficile trovare dove mangiare qualcosa di fresco e leggero.

Ultimo suggerimento: andate a vedere uno spettacolo di Fado, le loro canzoni tradizionali.

Buon viaggio!

Maldive

Maldive: Boduhiti e Thudufushi

Le Maldive sono un paese tropicale nell’Oceano Indiano composto da 26 atolli ad anello formati da più di 1000 isole coralline. Queste isole sono famose per le spiagge, le lagune di acqua blu e le lunghe barriere di corallo. La capitale delle Maldive, anche se non ci sono stata, è Malé.

Nell’intero arcipelago le isole abitate sono circa 200, mentre poco più di 100 sono adibite a villaggi turistici; le rimanenti sono deserte e talvolta costituite solo da un banco di sabbia in emersione. L’isola più grande è Fua Mulaku, situata nell’atollo di Gnaviyani, nel sud dell’arcipelago.

Sono stata alle Maldive due volte con i miei genitori, entrambe quando ero minorenne. Chiaramente non è la vacanza ideale per chi cerca movida e divertimento, ma è sicuramente più adatta per chi vuole rilassarsi ed estraniarsi dal resto del mondo. Una cosa è certa, i paesaggi che offe sono fantastici e il contatto con la natura è certamente indimenticabile. Entrambe le volte ho nuotato con le tartarughe e inseguito piccoli polipetti, mi sono buttata dal molo vicino alla barriera corallina, ho nuotato con pesci di tutti i colori e forme e mi sono anche scottata, evento che si presenta molto molto raramente. Gli atolli delle Maldive sono piuttosto piccoli e in 5 minuti a piedi di solito hai fatto tutto il giro, però ripeto che non si deve andare pensando di fare una vacanza di vita frenetica.

La prima volta sono andata nel villaggio si Thudufushi: situato su una spiaggia lungo l’Oceano Indiano e circondato da palme, questo resort di lusso all-inclusive si trova a meno di un chilometro dalla vivace isola di Maamigili. Ed è stato proprio qui che nel tentativo di prendere il brevetto di sub ho scoperto di avere un’otite permanente alle orecchie e che al massimo potevo ambire a fare snorkeling.

La seconda volta alle Maldive sono stata a Bodu Hithi; questo tranquillo resort di lusso è accessibile solo con barca o idrovolante e infatti ho la foto di me sulla barca verso l’atollo
Questa volta non ho nemmeno provato a fare sub e mi sono dedicata direttamente allo snorkeling.

Santiago Compostela

Santiago de Compostela

Santiago de Compostela è stata una delle nostre ultime tappe durante quel terribile interrail che tanto ha influenzato la mia vita cambiandola per sempre. Siamo arrivate a Santiago de Compostela in Galizia dopo una notte in treno, ovviamente insonne, partendo da Madrid. La cosa che mi rimarrà per sempre in mente è il cambio molto forte di vegetazione: era la prima volta che andavo nel nord della Spagna ed ero convinta che fosse tutta brulla e secca invece sul confine che segna l’inizio della Galizia l’aspetto della vegetazione è cambiato progressivamente… alberi alti alti fatti un un po’ a navicella e comunque molto freddo. Sicuramente il clima e l’ambiente è molto vicino a quello che anni dopo avrei ritrovato nei Paesi Baschi.

Come spesso capita le cose migliori accadono a caso e quando proprio non lo si programma. Quando siamo arrivate con il treno a Santiago de Compostela mi sono accorta che eravamo letteralmente circondate da orde di pellegrini che sbucavano da tutte le parti! Si, perché eravamo arrivate a Santiago de Compostela il giorno in cui tutti i credenti si ritrovano nella basilica principale della città per festeggiare, era fine luglio.

La festa in onore del patrono della Spagna e della Galizia culmina con lo spettacolo dei “Fuochi dell’Apostolo”, l’Offerta al Santo e l’emozionante cerimonia dell’oscillazione del Botafumeiro nella Cattedrale. Secondo la leggenda il capoluogo della Galizia fu fondato in seguito al rinvenimento dei resti dell’apostolo Giacomo (Santiago). In poco tempo Santiago di Compostela, insieme a Gerusalemme e Roma, divenne città santa e meta di pellegrinaggi, dando origine al Cammino di Santiago (iscritto nell’elenco del Patrimonio Mondiale).

Oltre al fatto che la basilica di Santiago de Compostela e tutta la piazza erano gremite di persone che portavano la statua della Madonna c’era anche una marea di immondizia in giro perché pare che la sera prima ci fosse stato un super mega concerto.

Santiago de Compostela nei miei ricordi è una città molto bella e ricca di storia, fatta di palazzi antichi e di tante chiese quindi credo che meriti una visita, soprattutto se una persona crede, può essere un’ottima meta. Adesso che poi fare il cammino di Santiago pare così tanto in auge probabilmente si può trovare tanta gente in ogni momento dell’anno!

Non siamo rimaste molto a Santiago de Compostela perché la sera stessa abbiamo preso il treno per dirigerci a Caceres, ma sicuramente ne conserverò un bellissimo ricordo!

Bordeaux

Bordeaux e i suoi vini

Purtroppo come al solito ho tirato lungo nel decidermi a scrivere di questo mini viaggetto, e ho quindi dimenticato la maggior parte dei dettagli della mia vacanza a Bordeaux e della sua splendida regione vinicola. Sono andata a fare questo giro a Bordeaux insieme a due delle mie ex compagne di viaggio in Indonesia e come previsto è andato tutto liscio e non ci sono stati problemi, come si dice, squadra che vince non si cambia! Sono partita totalmente ignara di dove stessi esattamente andando in Francia, ma poi mi sono documentata :)

La mia prima riflessione post viaggio è stata sicuramente che le cantine della zona vinicola di Bordeaux non sono certamente così belle come quelle che si trovano in Italia. Il primo giorno infatti siamo andati a fare un mini tour per una cantina abbastanza famosa a pochi chilometri dalla città… tralasciando la orribile sala che utilizzavano per i matrimoni, abbiamo visto le cantine dove conservano le botti di vino e i terreni dove coltivano le viti, però detto sinceramente non mi sembra nulla che non si possa vedere qui.

Bordeaux

A pranzo ci siamo fermati invece in un paesino di pescatori super carino di cui non ricordo assolutamente il nome dove c’erano tantissimi mini ristorantini e allevamenti di ostriche, prodotto tipico locale. E per rispettare la tradizione ho deciso di provare per la prima volta nella mia vista questi viscidi molluschi … e sorprendentemente … non mi sono dispiaciuti. Certo non ne mangerei a chili, ma un paio con un po’ di limone per me ci stanno.

Il pomeriggio, certo non aiutate dal brutto tempo trovato, siamo andate a visitare l’antico borgo di Saint Emilion che certamente merita di essere visto e credo che in una bella giornata di sole sia davvero molto bello sedersi a mangiare ammirando il tramonto sulle colline.

Il secondo giorno al mattino non potevamo dimenticarci della meravigliosa Dune du Pilat che anche se non è la duna più alta del mondo, è di gran lunga la duna più alta d’Europa lunga 2,7 km, larga 500 m e alta fino a 110 m. Qui infatti abbiamo visto un sacco di gente che si buttava con il deltaplano.

Il pomeriggio ci siamo messe a gironzolare per Bordeaux e devo dire che contrariamente a quanto mi aspettassi è una città molto carina. Eravamo vicinissime al centro e alla zona di bar e ristoranti, a 5 minuti dallo splendido Miroir d’eau la più grande piscina riflettente del mondo affacciata sulla Garonna e di fronte al Palazzo della Borsa. Proprio perché è una piscina riflettente è stato piacevole girarci la sera, anche se le facce che vedevamo appena uscite dalle zone più centrali non erano delle migliori. Così come era abbastanza grottesco il palazzo dove c’era la nostra camera. Niente da dire sull’appartamento in se, ma davvero il palazzo sembrava uno di quelli delle case popolari, ma non di quelle tenute decentemente, ma proprio lasciate al degrado con anche gente dubbia che ci abita. Qualche anno dopo sarebbero iniziati e i vari attentati da parte dell’Isis in Francia e devo dire che la cosa non mi stupisce per niente.

Io non ricordo cosa abbiamo visto in particolare se non la zona del porto, molto carina e ordinata e il centro, quindi non posso davvero dare particolari suggerimenti, ma Bordeaux merita davvero e la consiglio vivamente. Non perdetevi assolutamente il meraviglioso Grand Théâtre de Bordeaux, la Cattedrale in centro, Place de la Bourse, il Ponte di Pietra, la Basilica di San Michele, la Torre Pey Berland, la città del vino così come tantissime altre attrazioni che si possono incontrare semplicemente camminando!

Madrid

Madrid

Anche Madrid come la maggior parte delle capitali europee si presta molto poco al mio umile blog di viaggi… proprio perché oramai tutto è stato scritto e io non la conosco così a fondo da poter dare suggerimenti interessanti o particolari.

Quello che io consiglio in generale quando si visita una città è quella di gironzolare in giro e dare un occhio a quello che si incontra in modo da farsi un’idea di massima e poi decidere che cosa si vuole vedere nello specifico. Le città come Madrid sono musei a cielo aperto dove si possono facilmente vedere a occhio nudo tutte le cose interessanti che ci sono. In generale comunque resta una delle mie capitali preferite in Europa e consiglio vivamente, se già non l’avete fatto, di andare a visitarla… con un volo abbastanza economico in un paio d’ore da Milano la si può raggiungere facilmente.

A Madrid credo di essere stata almeno 3 o 4 volte e ogni volta mi è sempre piaciuta… vero che ora sono almeno 5 anni che non ci vado, ma sono convintissima che mi piacerebbe ancora come prima. Un piccolo sogno nel cassetto è quello di andare a luglio a vedere l’X-Fighter della Redbull, ma ogni volta lo dico e mai lo faccio ☹

Cosa vedere a Madrid in 3 giorni

Nel mio gusto personale amo soprattutto nelle grandi città i parchi e il Parco del Retiro di Madrid è certamente da 10 e lode! Si può prendere anche una barchetta e fare il giro del laghetto e nei giorni di bel tempo è sicuramente l’ideale per occupare il tempo libero.
ovviamente non si può andare a Madrid senza fare un giro per la Gran Via o senza sedersi a mangiare una paella nella bellissima e vivacissima Plaza Mayor. Io consiglio vivamente di fare una visita al Palazzo Reale che è davvero spettacolare così come non perdere il piacere di visitare il museo storico della città: El Prado.

Sicuramente non sono solo queste le cose da vedere in città, ce ne sono miriadi di cattedrali, palazzi, piazze che meritano di essere viste e scoperte… quindi cosa aspettate?

Estremadura-in-Spagna-Vista-di-Caceres

Estremadura: Caceres

I ricordi che ho di Caceres in Estremadura sono abbastanza nitidi e chiari nonostante sia passato molto tempo e anche se quella vacanza è stata davvero difficile.

Avevo 19 anni, ero single e in giro con le mie migliori amiche… sembrava perfetto, ma come spesso accade in realtà non lo era. Una delle 4 ha avuto molti problemi in quella vacanza che è stata rovinata più volte dai suoi pesantissimi attacchi nervosi e pseudo tentativi di suicidio. Si, è stato un viaggio davvero pesante e il culmine è stato proprio a Caceres quando poi abbiamo chiamata sua mamma per farla venire a prendere. Ho portato con me i postumi di quella vacanza per i 10 anni successivi ed è stato davvero difficile all’inizio riuscire a convivere con i ricordi delle situazioni incontrate.

Detto questo però per me Caceres è davvero bellissima e merita assolutamente una visita! Santa María Church-Procathedral, Plaza de San Jorge, Palace de los Golfines de Abajo, Torre de Bujaco sono solo alcuni dei siti d’interesse da visitare in questa città forse ancora poco conosciuta ma patrimonio dell’Unesco a merito. Come la maggior parte della Spagna a Caceres, nonostante sia una città cattolica si respira lo stile arabeggiante della vecchia dominazione. Per chi possa essere interessato è anche molto vicina al confine
con il Portogallo e in ogni caso, non essendoci il mare, si crepa di caldo!

Sono poche le città in cui tornerei per visitarle meglio, ma Caceres è sicuramente una di queste… mi piacciono le città in cui non bisogna andare obbligatoriamente a visitare qualcosa, ma quelle in cui si può semplicemente gironzolare e respirare la cultura millenaria che le caratterizza e che è il motivo del loro fascino.

Provenza

Provenza e Costa Azzurra

La mia visita alla Provenza è stata di breve durata e meno ‘emozionante’ di quanto mi ero aspettata nei miei sogni adolescenziali e di adulta!

Sono andata con una mia amica M. con cui avevo già condiviso altre vacanze ‘spot’ e con cui mi ero prefissata di fare una vacanza tranquilla alla ricerca dei campi di lavanda come quelli che troneggiano nella copertina principale della guida della Lonely Planet.

Siamo partite in macchina da Busto Arsizio determinate a portare a termine la nostra missione di scoprire la Provenza… sapevamo che a luglio è difficile vederli perché credo li abbiano già raccolti, ma non ci siamo date per vinte!!!

Dopo 6 ore di viaggio e dopo esserci perse a causa del mio pessimo orientamento, ancora sulla gravellona-toce, siamo arrivati al paesino di mare Saint Raphael, al centro della Costa Azzurra. Seriamente la Costa Azzurra non ha NULLA di diverso dalla liguria …per carità bella, ma assolutamente non all’altezza della fama che la precede. Anche il paesino non è un gran che… tipico posto di mare turistico. Tra l’altro ho avuto la malaugurata idea di mangiare una tartare di salmone in cui credo avessero svuotato un cestino di aglio, che ho continuato a digerire per l’intera giornata!

Dopo aver gironzolato un po’ nella zona ci siamo dirette verso il nostro B&B nella zona di Montauroux intorno al lago Saint Cassien.
Il posto era semplicemente meraviglioso…immerso nelle colline di ulivi che davano sulla vallata! Un posto davvero incantevole e all’altezza delle nostre aspettative.

La prima sera della nostra vacanza in Provenza siamo rimaste nel paesino e siamo andate a letto presto … vita sana! Infatti il giorno dopo ci siamo svegliate di buona lena e abbiamo fatto colazione sul balcone, dove la signora del B&B ci aveva apparecchiato una tavola stupenda: brioche, caffè, spremuta, pane, burro, marmellata, te…dovete immaginarvi la scena: il sole caldo del primo mattino, una vista a perdita d’occhio sulle colline gremite di ulivi e … la COLAZIONE!!

Da Montaroux ci siamo dirette 140 km a ovest verso la Provenza e la Camargue seguendo come indicazioni Aix en provence e abbiamo visto un sacco di paesini carini che purtroppo non ricordo assolutamente ;(

L’ultima città vista è stato il paesino di Gordes, dove hanno girato il film con Russel Crow…ma dopo una giornata di ricerca, dei campi di lavanda, nemmeno l’ombra.

Abbiamo deciso di fare ritorno al B&B tristi e deluse, intorno a noi solo prati verdi o gialli, e poi, dal nulla…ecco spuntare un puntino viola che ha iniziato a moltiplicarsi fino a diventare un enorme prato di lavanda! Li avevamo trovati, erano li davanti a noi… il nostro primo, e unico, campo di lavanda!

La sera siamo andate a letto felici, con la consapevolezza di aver compiuto la nostra missione!
L’indomani abbiamo fatto ritorno a casa con un veloce stop a Saint Tropez visto che era di strada. Abbiamo semplicemente gironzolato per le vie del centro però devo dire che insieme alla zona del porto sono state una piacevole sorpresa.

Il sud della Francia in generale è molto bello, e città come Mentone e Nizza meritano allo stesso modo!

Berlino

La storia di Berlino

Sono stata a Berlino credo 12 anni fa…ops come passa il tempo, e quindi ho ricordi relativamente poco nitidi. Erano gli anni in cui con il mio compagno di viaggi di una vita abbiamo dato inizio alla stagione dei voli low cost, che prima non erano così famosi e conosciuti come lo sono adesso. Berlino in effetti è stata la prima capitale che abbiamo visto insieme e con questo nuovo metodo e proprio per questo conserverà un posto speciale nel mio cuore. Se 13 anni fa mi avessero detto che mi sarei relativamente stancata di viaggiare e che mi sarei alla fine tranquillizzata, forse non ci avrei creduto… ma tutto cambia e tutto passa.

Andando a Berlino ci sono ovviamente delle tappe che non possono essere saltate come Alexanderplatz, Potsdamer Platz, la splendida porta di Brandeburgo, le parti del muro di Berlino che ancora sono conservate a divere virtualmente l’est dall’ovest, l’incredibile Memoriale per gli ebrei assassinati, Checkpoint Charlie, la torre della televisione che si erge in centro, il Palazzo del Reichstag, il Duomo, la splendida Sinagoga che a Sofia non siamo riusciti a vedere e in generale il centro. Ho trovato Berlino una città molto viva e giovane… dinamica. Probabilmente in Germania la mia generazione paga lo scotto degli errori passati e ha molta voglia di riscatto e di riconoscimento cosa che li ha spinti in qualche modo a cercare di evolvere più in fretta proprio per dimenticare. E questo io lo rispetto e lo capisco.

Ho comunque deciso che non andrò mai a visitare Aushwitz soprattutto dopo la commozione che mi ha pervaso nel museo dedicato ai bambini ebrei dei campi di concentramento a Praga. Il mio umile e personale parere è che certi luoghi meritano il rispetto delle persone che quei luoghi li hanno vissuti e dove hanno perso la vita. Credo che sia sbagliato trasformali in luoghi di turismo dove in qualche modo costruire un business.

Dopo questa breve parentesi quello che vi posso dire è di viaggiare, vedere, visitare e di farvi un’opinione propria verso il mondo che vi circonda perché questo vi renderà liberi. E se alla fine del vostro peregrinare doveste decidere che casa è sempre casa e che di meglio non c’è… chi dice che sia sbagliato?

Siviglia

Andalusia: Cordoba, Granada, Siviglia

Avrei voluto dedicare alla Spagna e all’Andalusia una pagina per città, ma la verità ancora una volta non ho abbastanza ricordi e foto per poter fare un resoconto veramente completo e interessante. Il mio giro in Andalusia in effetti risale a più di 10 anni fa e considero già un miracolo avere ancora le foto.

L’Andalusia per me avrà sempre un posto speciale nel cuore perché qui ho trovato una delle città che più mi ha colpita e impressionata seppur di sia restata per un solo giorno. Ma procediamo con ordine.

Sono partita come al solito da Milano e atterrando a Granada con una mia amica storica con cui in realtà ho avuto più di un problema, cosa che non mi aspettavo: è stata una vacanza a tratti estremamente pesante.

Cosa ne penso di Granada?! È indubbiamente una bella città, ricca di storia e affascinante, ma non è la mia preferita. Dell’Andalusia sicuramente mi ricorderò il caldo attanagliante che ci toglieva il respiro, ed essendo Granada in una conca non è una città fresca. Sicuramente cosa non può mancare in una visita nella città è l’Alhambra, complesso palaziale andaluso durante la dominazione araba.

La seconda tappa in Andalusia, visitata fondamentalmente perché di strada, è stata Malaga… non ho particolari ricordi a riguardo ad eccezion fatta del fatto che è stata la prima città in cui in centro ho visto i tendaggi sospesi tra i palazzi per fornire un po’ di ombra nelle giornate torride.

La meta successiva in Andalusia non poteva che essere Tarifa, luogo per eccellenza di surfisti e della movida dei vacanzieri.  Io non so se avete mai provato a restare in spiaggia a Tarifa o a fare un giro sul bagnasciuga… siamo letteralmente finite in una bufera di vento e sabbia che ci ha reso impossibile goderci davvero il mare. La sera siamo stati come tutti nell’affollatissimo centro che pullulava di ragazzi pronti a fare baldoria.

La penultima tappa del nostro viaggio in Andalusia è stata la città che più mi è entrata nel cuore: Siviglia. Non ho davvero molto da raccontare perché avendo solo 1 giorno abbiamo preso un autobus di quelli che fanno un giro per la città e poi siamo tornati a vedere le cose che più ci sono piaciute. E in centro a Siviglia la cosa che più mi ha emozionata è stata la meravigliosa Piazza di Spagna. Ma non solo quello… la cosa che più mi è piaciuta sono stati i colori della città e dei palazzi. Dal giallo, all’arancio, al rosso… insomma uno spettacolo.

L’ultima tappa in Andalusia non è stata una città che mi ha particolarmente impressionato, ma la cui cattedrale è davvero unica al mondo: Cordoba. Si perché la cattedrale alterna uno stile cristiano a uno arabo che creso davvero non si possa vedere in nessun altro luogo.

E così con un po’ di tensione e un litigio finale è finito il nostro tour in pullman attraverso l’Andausia.

Paesi Baschi

Paesi Baschi: Bilbao e Santander

Credo che il mio viaggio nei Paesi Baschi sia stato all’incirca 7 anni fa… come vola il tempo. Era prima di tante cose… della malattia, della disoccupazione, prima di scoprire come la vita avrebbe davvero potuto scaraventarsi contro di me.

Come sarebbe successo anni dopo con Sofia, l’dea dei Paesi Baschi ci è venuta perché volevamo fare un viaggio veloce, non troppo caro in città mai viste e i Paesi Baschi hanno risposto in pieno ai criteri della ricerca. Purtroppo anche per questo viaggio sono passati tanti anni e viene estremamente complicato ricordarsi esattamente il giro che ho seguito. Con due delle migliori compagne di viaggi che si possano avere siamo atterrate a Santander per passare un weekend nei Paesi Baschi.

Santander è una città graziosa nel nord della Spagna che offre delle spiagge deliziose e un’alternativa rispetto alla Spagna assolata e torrida che si impone nel nostro immaginario collettivo. La prima sera avevamo fatto un giro di tapas in centro città e poi ci eravamo fermate a bere nella piazza centrale dove un sacco di studenti occupavano le viette. Sfortunatamente non abbiamo avuto molto tempo a disposizione per girare e visitare, ma in generale ho un bellissimo ricordo dei Paesi Baschi.

Il giorno seguente ovviamente ci siamo dirette verso Bilbao, città che non può ovviamente prescindere la visita ai Paesi Baschi. Probabilmente i più strizzeranno gli occhi nel leggere quanto sto per scrivere, ma la parte con il fiume che poi porta verso il centro mi ha ricordato molto Istanbul. Il centro era molto bello, pieno di luci proiettate sui palazzi storici che abbelliscono la zona del centro per non parlare del bellissimo Guggenheim Museum che però non è lo stesso di quello di New York. Il tempo non è stato dei migliori il secondo giorno e la pioggia e il freddo ci hanno costrette a rintanarci in un bar per una buona parte del pomeriggio.

Non sono in grado di dare tante informazioni sui Paesi Baschi sia perché non me li ricordo più, sia perché abbiamo fatto proprio una toccata e fuga, ma certo posso suggerirlo come idea di viaggio.